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“Iren, modifiche statuto per favorire vendita azioni”

Francesco Fantuzzi, del gruppo interprovinciale piccoli azionisti della multiutility: "Ci si vuole liberare di qualche scocciatore come i Piccoli azionisti, la cui voce spesso non è gradita"

REGGIO EMILIA – “In questi giorni l’informazione locale ha riportato la notizia secondo la quale nella prossima assemblea dei soci verrà proposta l’introduzione nello statuto di Iren della cosiddetta maggiorazione di voto, ovvero l’attribuzione a ciascuna azione in determinate materie di un peso di due voti. La nota congiunta dei sindaci di Reggio, Torino e Genova sottolinea che il voto maggiorato “permetterà ai soci pubblici di mantenere il controllo della società anche in caso di eventuali dismissioni di quote”. Cosa significa tutto questo?

Gli azionisti pubblici, ovvero i Comuni,  potrebbero vendere sul mercato non soltanto più le azioni fuori dal patto di sindacato, ma anche quelle che consentano comunque di mantenere la maggioranza in assemblea soci: in linea teorica, si potrebbe addirittura arrivare al 25% del totale delle azioni. Il decreto competitività che ha introdotto l’istituto del voto maggiorato offre quindi agli enti pubblici una efficace opportunità non solo per fare cassa e finanziare qualche investimento, ma anche al management di liberarsi di qualche scocciatore come i Piccoli azionisti, la cui voce spesso non è gradita.

Che dirà a tal proposito il sindaco di Parma, fuori dall’unanime coro politico? Non ritiengono inoltre i promotori di questo piccolo golpe che vi sia il concreto rischio di disincentivare da ora in poi i possibili investitori, il cui peso sarà ancor più limitato, dovendo per di più attendere 24 mesi per beneficiare della maggiorazione? Insomma, una misura pro-vendita e antiscocciatori. Cui certamente ci opporremo in assemblea”.