Iren, Doria: “Costretti da Parma e Torino a voto maggiorato”

Il sindaco di Genova in commissione consiliare: "I due Comuni sono stati costretti a dare in pegno a istituti di credito azioni ordinarie per far fronte ai propri debiti ma non hanno poi avuto la possibilita' di riprendersi queste azioni facendo perdere, di fatto, la maggioranza pubblica del pacchetto azionario"

REGGIO EMILIA – “Il Comune di Genova, come membro del sistema dei Comuni soci di Iren, deve prendere atto che a seguito delle azioni di alcuni Comuni soci e’ saltata di fatto la norma statuaria che prevedeva il mantenimento del 51% delle azioni del gruppo Iren in mano a soggetti pubblici. Non possiamo fare altro che utilizzare le norme consentite per mantenere in mano al soggetto pubblico la maggioranza del diritto di voto e, quindi il controllo di Iren”.

Lo dice il sindaco di Genova, Marco Doria, presentando in Commissione consiliare la delibera sulla modifica dello statuto della multiutility che prevede l’introduzione del cosiddetto voto maggiorato. Non fa distinzioni tra buoni e cattivi, il sindaco, ma ricorda che la modifica dello statuto resta sostanzialmente indispensabile in seguito alle operazioni di due Comuni che “nel corso di quest’ultima fase hanno inficiato il rispetto della norma statutaria del mantenimento della maggioranza pubblica delle azioni”.

Si tratta di “Parma e Torino – ricorda Doria – che sono stati costretti a dare in pegno a istituti di credito azioni ordinarie per far fronte ai propri debiti ma non hanno poi avuto la possibilita’ di riprendersi queste azioni facendo perdere, di fatto, la maggioranza pubblica del pacchetto azionario. Con l’introduzione del voto maggiorato, i Comuni si riprendono la maggioranza di voto, come consentito dalle legge vigenti”.

Doria si e’ poi detto deciso a non assumersi “la responsabilita’ di far perdere il controllo pubblico su Iren: non faccio distinzioni tra Comuni virtuosi e non, ma utilizzo gli strumenti consentiti dalla legge per mantenere il controllo pubblico e la coesione tra i Comuni azionisti che rappresenta un vantaggio per l’impresa e il territorio. Un’azienda con controllo pubblico, infatti, ha un’attenzione verso le erogazioni liberali consentite dalla legge sul territorio stesso che un investitore privato non ha”. Inoltre, secondo Doria, il controllo pubblico che viene introdotto con il voto maggiorato “e’ molto piu’ efficace rispetto alla normativa precedente che non distingueva tra azioni con diritto di voto e non”.

Nel concreto, Doria spiega che verra’ costituito un elenco di azioni con maggiorazione del diritto di voto a cui potranno partecipare soggetti proprietari di azioni da almeno due anni: “La situazione- dice il primo cittadino genovese – impone ai Comuni soci di conferire in questo elenco un numero di azioni tale da mantenere in mano pubblica il 50%+1 dei diritti di voto. Di fatto, non eserciteranno questa opzione soggetti che hanno comprato azioni da poco e chi lo ha fatto per operazioni di speculazione borsistica”.

Il sindaco ricorda che saranno “possibili anche parziali alienazioni di azioni che non inficino l’obiettivo del mantenimento del controllo dei Comuni sull’impresa, ma non c’e’ alcuna volonta’ precostituita di vendere quote. Soltanto una valutazione a posteriori del calcolo sulle azioni da inserire nell’elenco del voto maggiorato- assicura Doria – potra’ far sapere se esiste la possibilita’ di alienare delle quote nel rispetto del mantenimento del 50%+1 dei diritti di voto” (Fonte Dire).