Boom di accessi agli atti, uffici comunali in affanno

Atti richiesti a febbraio saranno messi a disposizione dei rappresentanti in sala del Tricolore ai primi di maggio. I dirigenti chiedono una deroga al regolamento

REGGIO EMILIA – Troppe richieste di accesso agli atti negli uffici del Comune di Reggio Emilia. Al punto che alcuni dirigenti hanno chiesto di poter derogare ai termini regolamentari per dare una risposta, che dovrebbe essere fornita entro cinque giorni. Non solo: almeno in un caso, la responsabile del settore per la Rigenerazione urbana, Elisa Iori, ha perfino stilato e consegnato ai consiglieri una sorta di cronoprogramma indicando quando potranno ricevere le risposte. Emerge cosi’ che atti richiesti a febbraio saranno messi a disposizione dei rappresentanti in sala del Tricolore ai primi di maggio.

E’ lo sfondo su cui, ormai da diverse settimane, si consuma lo scontro tra Movimento 5 stelle, liste civiche d’opposizione e Partito democratico sulla trasparenza degli atti amministrativi, in particolare gli appalti. Scorrendo i numeri presentati ieri sera in commissione Controllo e Garanzia (presieduta dalla consigliera di Progetto Reggio-Grande Reggio Cinzia Rubertelli) emerge che al 10 marzo 2016 sono state presentate complessivamente 76 richieste di accesso agli atti. Un numero che, in appena tre mesi, ha superato il totale delle richieste nel 2015, che erano state 69.

Delle pratiche in disbrigo quest’anno, solo 11 sono state evase nei cinque giorni previsti dal regolamento, a 30 richieste e’ stata data risposta in ritardo e 35 risultano sospese. Tra i consiglieri richiedenti ci sono i civici Rubertelli e Cesare Bellentani, ma la parte del leone la fanno gli esponenti del M5s che, soprattutto dopo il 2 febbraio, data in cui e’ esploso il “caso” della casa del sindaco Luca Vecchi, hanno intensificato la loro attivita’ di verifica e controllo. Fino al 2 febbraio infatti erano state presentate 12 richieste di accesso agli atti, rapidamente cresciute alle 76 attuali.

Super lavoro dunque per i pentastellati che il capogruppo comunale del Pd, Andrea Capelli, commenta cosi’: “Ci sono sentenze molto chiare della Corte dei conti che dicono che l’accesso agli atti non puo’ bloccare l’attivita’ ordinaria del Comune. Io ho presentato una richiesta il 24 febbraio e mi verra’ risposto l’1 maggio”. Per Capelli, che chiede anche che gli atti per i quali i dirigenti hanno detto quando risponderanno non siano considerati “tardivi”, il M5s “con la scusa del processo Aemilia sta ingolfando gli uffici e ora anche ad altri consiglieri l’accesso agli atti risulta impraticabile”.

Inoltre, rincara la dose, “l’atteggiamento ossessivo del M5s, che indaga su atti su cui nemmeno la Procura sta indagando, sembra piu’ un’operazione fango che pro verita’”. La commissione ha poi esaminato lo stato delle interrogazioni. Di quelle del 2015 solo una e’ ad oggi rimasta inevasa (con un ritardo di 100 giorni) ma la giunta ha assicurato alla richiedente, Rubertelli, una risposta a giorni. Nei primi tre mesi del 2016 le interrogazioni presentate sono invece 14, di cui cinque scadute con un ritardo medio di 27 giorni, mentre a tre la giunta ha risposto nei tempi. Su tutti gli atti, visto che alcuni di quelli richiesti risalgono agli anni ’90, e’ stata chiesta dal Movimento 5 stelle una ricognizione dello stato della loro digitalizzazione.

Ieri c’e’ stato anche un ultimo aspetto esaminato, quello relativo all’individuazione di un meccanismo per il controllo dell’attuazione degli atti di indirizzo approvati dal Consiglio. Un punto questo su cui si consuma anche un’inedito siparietto. Donato Vena, ex consigliere comunale e capogruppo del Pdci, oggi esponente di “Possibile”, si e’ infatti presentato in commissione a sollecitare l’applicazione di una mozione di cui era firmatario approvata nel 2005. In oggetto, in particolare, l’apposizione del “Primo Tricolore” sulla carta intestata dell’amministrazione comunale (Fonte Dire).