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Banfi: “Turismo, Reggio ha fallito”

Secondo i dati di Unioncamere siamo maglia nera in Regione. Il presidente della società ornitologica reggiana: "Ma i gruppi dirigenti politico, imprenditoriale e sociale della nostra città sono all’altezza del loro compito?"

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REGGIO EMILIA – “I dati 2015 Unioncamere regionale sulle presenze turistiche, cioè sulla presenza di visitatori provenienti dall’esterno del territorio cittadino certificano un calo di 60.000 presenze alberghiere a Reggio, che conferma la riduzione del 25% delle presenze 2014 rispetto al 2013. A fronte di questo dato sta il boom di tutta la Regione Emilia Romagna, con le eccellenze di Modena ( raddoppio) e Parma (ha triplicato). E queste ultime sono città “di terra”, come Reggio: non hanno cioè il traino del mare. Siamo veramente la maglia nera: a fronte di 228.000 arrivi 2015 (erano 420.000 nel 2010) nella nostra città, stanno i 416.000 di Modena e i 690.000 di Parma: non c’è gara.

E pensare che nel 2015 abbiamo avuto due occasioni eccezionali: il concerto di Ligabue ed i riflessi (ipotizzati….) di Expo Milano. Senza di questi, il forte calo sarebbe stato un crollo clamoroso. Ma non c’è stata, ovviamente, la Suinicola Internazionale.

Il danno: da un punto di vista economico si tratta di un risultato e di un trend che producono un grave danno all’economia reggiana e non solo alberghiera, valutabile in decine di milioni di euro /anno. E se non interveniamo immediatamente con azioni strutturali efficaci continueremo ad impoverirci negli anni prossimi. Quindi, prospettive di riduzione della ricchezza e dell’occupazione nella nostra comunità.

Come se non bastasse, nel corrente anno non avremo ovviamente l’Expo, continueremo a non avere la Suinicola e Casa & Tavola, non ci sarà più il Salone del Cavallo. Dal primo gennaio 2017, poi, le Fiere saranno chiuse: i circa 120.000 visitatori, definibili “turisti” per le statistiche e per l’economia della città, non ci saranno più. Quindi, senza interventi efficaci e tempestivi i turisti a Reggio non raggiungeranno le 100.000 unità. Erano 420.000 nel 2010, l’anno del Masterplan, con cui si dichiarava che occorreva migliorare questo dato, deludente già allora rispetto la media nazionale e regionale.

Il commento: il turismo è una componente fondamentale dell’economia di una comunità, porta risorse esterne alla stessa quindi è ricchezza nuova. Produce conseguentemente occupazione e fornisce opportunità ulteriori alla crescita economica e culturale. Su questo piano Reggio ha fallito: stiamo arretrando costantemente, nettamente ed in controtendenza. L’unica idea del gruppo dirigente reggiano pare essere quella di chiedere di essere iscritta nell’elenco delle città d’arte, per ottenere contributi per progetti specifici: richiesta tardiva con risposte, forse, di lungo periodo. Nel frattempo, la chiusura delle Fiere produce con certezza, e già ha cominciato a farlo, un taglio drastico ed immediato alle presenze turistiche, producendo perdita di ricchezza e posti di lavoro.

Nessuno pensa ad un rito voodoo contro la nostra città. Né può essere una spiegazione la grave crisi economica nazionale: nello stesso periodo, la Regione e le due città contigue raddoppiano e triplicano le presenze. E allora? Viene un dubbio: ma i gruppi dirigenti politico, imprenditoriale e sociale della nostra città sono all’altezza del loro compito? A giudicare da questi dati, pare proprio di no”.

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