Appalti del Comune, bagarre sulla trasparenza

Scontro maggioranza-opposizione sul controllo delle procedure seguite nelle gare, in relazione ad eventuali infiltrazioni mafiose

REGGIO EMILIA – Nuova querelle in Comune a Reggio  sul controllo delle procedure seguite nell’affidamento degli appalti , in relazione ad eventuali infiltrazioni mafiose. Lo scontro tra maggioranza e opposizione si consuma oggi dopo la concitata riunione di ieri sera della commissione Cultura della legalità, che il presidente Daniele Marchi del Pd ha riunito nel giorno d’avvio del processo Aemilia. All’ordine del giorno era infatti prevista la definizione di un metodo per monitorare gli atti urbanistici emanati dal Comune negli anni passati e verificare i rapporti con aziende eventualmente legate alle cosche di ‘ndrangheta.

Invece, denunciano i consiglieri civici Cinzia Rubertelli e Cesare Bellentani e il capogruppo del M5s Norberto Vaccari, “il Pd si è presentato con tre assessori ed un nutrito gruppo di dirigenti con il solo intento di attaccare volgarmente il lavoro che i nostri gruppi stanno conducendo, proprio in materia di trasparenza dopo l’avvio dell’inchiesta Aemilia, secondo le prerogative che la legge ci assegna”. Lavoro, ricordano i consiglieri, “che il Consiglio comunale aveva affidato proprio alla Commissione che però in un anno non si è mai riunita su questo punto”.

Proseguono gli esponenti della minoranza: “Abbiamo assistito, per oltre due ore, ad un vano attacco di una maggioranza in chiara difficoltà nel nascondere un passato dalle tante zone grigie ed in particolare la mancanza di risposte sulla spinosa vicenda della casa del sindaco che si rifiuta di mostrare fatture e pagamenti dell’immobile comprato al grezzo da un imputato di Aemilia”. Certamente, aggiungono Rubertelli, Vaccari e Bellentani, “una mancanza di trasparenza da parte del primo cittadino che vanifica l’uso di questa parola spesso abusata nei tanti discorsi difensivi”.

Insomma, chiude l’opposizione, “se il Pd pensava che la migliore difesa fosse l”attacco ha mancato clamorosamente il suo obiettivo: l”unica cosa emersa con chiarezza è che politicamente hanno la coda di paglia e tanta voglia di continuare a nascondere polvere e magagne sotto il tappeto”. La stoccata dei consiglieri è solo l”ultima arrivata in ordine di tempo. Già da qualche settimana infatti il Movimento 5 stelle ha avviato un’operazione verità sull’urbanistica cittadina, condotta a colpi di accessi agli atti. Pratica stigmatizzata nei giorni scorsi dal capogruppo del Pd Andrea Capelli, che ha a sua volta denunciato come le continue richieste dei pentastellati stiano paralizzando gli uffici comunali. Alcuni dirigenti- spiega alla ”Dire”- hanno infatti chiesto di derogare alle norme del regolamento sui tempi di risposta.