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Ankara, 37 morti: tra i kamikaze “una militante Pkk”

Sospetti su curdi. Erdogan: "Ancora più determinati contro terrore". Hollande: "Almeno un francese fra le vittime". Gentiloni: "Nessun nesso tra attacchi Ankara e intesa migranti Ue". Papa a Erdogan, violenza atroce

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REGGIO EMILIA – Papa Francesco ha inviato un messaggio di cordoglio, a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, al presidente turco Recep Tayyip Erdogan per le vittime dell’attentato terroristico avvenuto ieri pomeriggio ad Ankara. Francesco si dice “profondamente addolorato” per la “tragica perdita di vita umane” e prega per le vittime e per i loro familiari come pure per il recupero di chi è rimasto ferito “in questo atroce atto di violenza”.

“Non vedo alcun nesso tra l’attentato ad Ankara e l’intesa sulla migrazione”, tra Ue e Turchia. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, arrivando al Consiglio esteri a Bruxelles.

La polizia turca ha fermato almeno 10 persone a Sanliurfa, nel sud-est del Paese al confine con la Siria, accusate di legami con i 2 presunti kamikaze che ieri hanno ucciso 37 persone con un’autobomba ad Ankara. Tra i fermati ci sono anche familiari di almeno uno dei sospetti attentatori. Gli altri finiti in manette sono impiegati della concessionaria dove i kamikaze si sarebbero procurati la Bmw bianca usata per l’attacco. Le persone fermate verranno portate ad Ankara per essere interrogate.

I feriti sono 125, di cui 19 gravi. Una dei due kamikaze è l’ex studentessa universitaria turca Seher Cagla Demir, che si sarebbe unita al Pkk curdo nel 2013. E’ quanto scrive il quotidiano Sozcu, citando fonti vicine alle indagini.

Oggi ad Ankara i funerali di 10 delle almeno 37 vittime dell’attacco. Lo riferisce la Cnn Turk. La cerimonia funebre si svolge al cimitero di Karsikaya, il più grande della città.

L’autobomba è stata fatta esplodere contro un bus, nei pressi di una fermata molto trafficata dove erano parcheggiati diversi altri mezzi, che hanno preso fuoco o sono stati danneggiati. L’attacco è avvenuto in una zona centralissima della capitale turca, tra il parco Guven e la piazza di Kizilay, a poca distanza anche da due fermate della metro.

Le autorità turche sospettano che dietro l’attacco ci sia il terrorismo di matrice curda. L’autobomba del mese scorso sempre ad Ankara era stata attribuita dal governo al Pkk e ai curdi siriani del Pyd ma rivendicata dagli estremisti curdi del Tak.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha espresso con un comunicato la sua condanna per l’attacco compiuto stasera ad Ankara. “A seguito dell’instabilità nella regione, negli ultimi anni la Turchia è stata oggetto di attacchi terroristici”, scrive Erdogan, senza indicare alcuna organizzazione specifica. Di fronte ad azioni che “minacciano l’integrità del nostro Paese”, continua la nota, “proseguiremo la lotta al terrorismo con ancor più determinazione”.

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