Amianto, una flotta di droni per trovarlo e rimuoverlo

Negli otto comuni dell’Unione censimento (anche con i droni) e prime azioni di smaltimento grazie a un Protocollo con Sabar, Arpa e Asl. Un kit da 119 euro per il “fai-da-te”

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REGGIO EMILIA – Una mappatura dei tetti con fotografie aeree fatte da droni e un kit a prezzo calmierato da utilizzare per uso domestico. Sono questi i due punti principali del protocollo d’intesa siglato questa mattina in Provincia a Reggio Emilia dall’Unione dei Comuni Bassa reggiana, Sabar Servizi, Arpa e Ausl, per censire e rimuovere l’amianto dagli edifici.

Le indagini – sulla scia di un’esperienza analoga avviata dal Comune di Rubiera – serviranno infatti a creare un database che restituira’ ai Comuni una “fotografia” precisa della presenza dell’amianto nei rispettivi territori. I dati saranno poi incrociati con quelli gia’ in possesso delle amministrazioni, che potranno chiedere ai proprietari degli edifici in questione di provvedere alla rimozione dell’amianto o, in caso di pericolo per la salute dei cittadini, disporre ordinanze di rimozione o incapsulamento.

Per le piccole quantita’ di eternit non superiori ai 300 chili arriva inoltre in via sperimentale un kit per la rimozione “fai-da-te”. Lo si potra’ utilizzare per canne fumarie, lastre, cucce per cani, piastrelle per pavimenti, ovviamente solo se in buone condizioni. Per l’amianto sbriciolato e’ invece necessario contattare ditte specializzate per la messa in sicurezza. Il kit per la stabilizzazione delle fibre di amianto e’ acquistabile in ferramenta a 119 euro, un prezzo di quattro-cinque volte inferiore rispetto al costo dell’intervento di una ditta autorizzata.

La procedura prevede che il cittadino, dopo l’acquisto del kit, avvisi l’Ausl e provveda autonomamente all’inertizzazione del materiale e al suo insacchettamento. Si dovra’ poi contattare Sabar, che provvedera’ al ritiro e allo smaltimento in impianti autorizzati (non in discarica).

Gli otto Comuni avranno inoltre la possibilita’, grazie alla collaborazione con l’azienda Aerodron, di organizzare attivita’ formative e dimostrative con le scuole, nel corso delle quali sara’ mostrata da vicino l’attivita’ dei droni. “Si tratta di un’azione molto significativa in quanto tratta un problema di natura ambientale molto serio, che su Reggio Emilia e’ caratterizzato da dati che destano preoccupazione”, commenta il presidente della Provincia di Reggio Emilia e dell’Unione dei Comuni Bassa reggiana Giammaria Manghi.

Infatti, sottolinea ancora Manghi, “il registro regionale sui mesioteliomi ha recentemente accertato 2.249 casi in tutta la regione, per l’85,5% riconducibili all’esposizione a polveri di cemento amianto, 328 dei quali nella nostra provincia, dove si registra un’altissima incidenza: cinque casi ogni 100.000 maschi e 1,7 casi ogni 100.000 donne”. Pertanto “cimentarsi in questa sfida ci porta a trattare un tema serio come quello della salute dei cittadini e a farlo con un impegno non municipale ma territoriale, in quanto lo affrontiamo come Unione e con l’azienda, Sabar, che ne e’ espressione”.

Il direttore di Sabar Servizi, Marco Boselli conferma: “Sono ancora tanti i rifiuti in amianto abbandonati lungo le strade, nei campi, addirittura nelle isole ecologiche, ed anche non in buone condizioni e dunque pericolosi. Ma ci sono anche molti cittadini virtuosi che si informano per smaltire piccoli quantitativi, ma che spesso si fermano dinnanzi ai costi elevati, circa 500 euro, previsti per far rimuovere da una ditta autorizzata magari la vecchia cuccia di un cane. Un ostacolo che ora, con il kit a prezzo calmierato, sara’ possibile superare”.

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