All’Università a lezione di sport e integrazione foto

Disabilità, bambini con esigenze speciali e sport. Questi i temi del corso Csi-Unimore di formazione rivolto a studenti, laureati, istruttori, educatori e operatori dei campi estivi e dei Grest parrocchiali

REGGIO EMILIA – “Bambini e Bambine in movimento” era il titolo del corso di formazione (durata 22 ore) realizzato dal Csi di Reggio con l’Università di Modena e Reggio, frutto di una convenzione che rientra nel progetto Csi-Education. Si è incentrato sullo sviluppo di attività didattiche, di studio, di ricerca, culturali e sportive finalizzate all’avvicinamento allo sport di base dei ragazzi, oltre che all’integrazione di persone disabili, attraverso una crescita formativa parallela di istruttori Isef, educatori e allenatori. Il corso, di carattere teorico e pratico, era rivolto a studenti universitari, laureati, istruttori appartenenti ad associazioni e federazioni, insegnanti e, più in generale, a tutti coloro che lavorano con i bambini e che hanno desiderato ampliare le loro competenze e conoscenze in campo professionale e culturale. Ad esempio, gli operatori dei campi estivi e dei Grest parrocchiali.

Dopo l’accordo con Unimore – dipartimento di Educazione e scienze umane – il corso è iniziato lo scorso 11 gennaio. Promotori col Csi il professor Massimo Milani, delegato allo sport dell’Università; il professor Nicola Barbieri, docente di Teoria e storia delle attività sportive; la dottoressa Jessica Mammi, responsabile del progetto CSI-Education.
Gli educatori “di domani” hanno acquisito una visione completa e approfondita degli aspetti motori e delle caratteristiche psico-pedagogiche per comprendere e approcciarsi nella maniera migliore al mondo dei bambini e delle bambine in età 3-10 anni.

Nella prima lezione pratica, dad esempio, il professor Claudio Attolini ha affrontato il tema della “progettazione dell’attività motoria” e sportiva con bambini in situazioni speciali. Nello specifico il professor Attolini ha presentato il Baskin, una nuova attività sportiva che si ispira al basket, ma che, grazie a canestri più bassi e a regole “aggreganti”, permette la partecipazione contemporanea di normodotati e disabili, indipendentemente dal fatto che siano affetti da disabilità fisica o mentale.

Nella seconda parte della serata, Gabriele Codeluppi dell’Arbor ha invece presentato il Basket Integrato, messo a punto dal prof. Marco Calamai, una disciplina che integra le attività sportive per disabili all’interno delle normali realtà sportive del territorio reggiano. In entrambe le circostanze i partecipanti al corso si sono cimentati in prima persona.

Il corso – che  verrà riproposto anche in futuro – è terminato con una lezione di scambio di giochi tra i partecipanti, la consegna degli attestati e una pizza tutti insieme…