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Volta: “Il sistema creditizio torni a fare il suo dovere”

Oggi al Malaguzzi il convegno di Legacoop Emilia Ovest "Costruiamo il futuro". Il presidente: "Siamo in una tempesta perfetta, ma dobbiamo alzare la testa". Lusetti: "Svoltare con l'innovazione"

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REGGIO EMILIA – Il movimento cooperativo e’ sano e si schiera per la legalita’. Questo in estrema sintesi il messaggio ribadito oggi da Reggio Emilia nel convegno promosso da Legacoop Emilia Ovest “Costruiamo il futuro”, con un focus sulla situazione del comparto edilizio. Nel corso dei lavori e’ stata presentata una ricerca di Nomisma su un campione di 41 aziende, in prevalenza emiliano-romagnole, formato da imprese cooperative di costruzioni che nel periodo 2005-2014 hanno registrato in media un valore della produzione annuo compreso tra 30 e 250 milioni di euro.

In particolare nel 2014 il valore della produzione complessivo del campione era pari a circa 2,2 miliardi di euro. Ma dalla comparazione tra valore della produzione e costo del personale emerge con chiarezza uno dei tratti distintivi del mondo cooperativo. Infatti, a fronte di un drastico calo nel valore della produzione totale e di una significativa compressione dei margini, le cooperative hanno saputo, per quanto possibile, privilegiare la propria base occupazionale in linea con la propria natura di impresa mutualistica.

Un dato questo rimarcato dal presidente di Legacoop Emilia Ovest Andrea Volta, che nel suo intervento afferma: “Il movimento cooperativo, nel settore dell’edilizia e delle costruzioni, soprattutto in questa area, sta affrontando una crisi durissima. Siamo in mezzo a una tempesta perfetta senza precedenti, perche’ alla devastante crisi economica, si somma anche una crisi reputazionale, che per i cooperatori e’ molto complesso affrontare. Ma la nostra mission ci impone di alzare la testa, stare al fianco delle cooperative nel bene e nel male”.

Con riferimento al default delle grandi cooperative reggiane, il presidente aggiunge: “Ogni caso e’ particolare, fatto di cause ed effetti, contesti e situazioni non riconducibili ad un unico schema. Per questo, non esiste una terapia che funzioni per tutti i mali, ma occorre analizzare in profondita’ e senza remore il passato per cercare di evitare ulteriori peggioramenti e contagi”. Infine, dice Volta, “auspichiamo, che il sistema creditizio torni a fare il proprio dovere, che non e’ quello concedere fiducia a chiunque la chieda o a qualunque costo, bensi’ di valutare le aziende in base alla loro capacita’ di produrre valore aggiunto, in base alla qualita’ dei processi industriali, in base all’innovazione e all’utilita’ per la comunita’ che il progetto e’ in grado di esprimere”.

Sulla stessa linea il presidente nazionale di Legacoop Mauro Lusetti: “La cooperazione dopo l’inchiesta mafia capitale necessita’ di recuperare la cultura della legalita’ e non puo’ sottrarsi dal dialogo con i territori e non lo fara’. Possiamo svoltare con una innovazione che guarda alle nuove figure a guida della cooperativa ma anche riprendendo quei valori, come mutualita’, solidarieta’ e democrazia tra i soci, che hanno reso grande la cooperazione in Emilia e in Italia”.

Non e’ un caso infatti “che Alleanza delle cooperative italiane stia portando avanti in parlamento la proposta di legge stop false cooperative per fare pulizia di chi usa la cooperazione in modo disonesto”. Un appello alla legalita’ arriva infine dal sindaco di Reggio, Luca Vecchi, e dal presidente della Provincia, Giammaria Manghi, che ribadiscono l’impegno nella lotta alla mafia e alla criminalita’ spiegando i nuovi protocolli edilizi e l’azione delle amministrazioni. Un’esortazione da entrambi anche “per evitare populismi e generalizzazioni”, perche’ “il territorio reggiano e i suoi cittadini hanno un’anima sana e laboriosa” (Fonte Dire).

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