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Treno, sulla Reggio-Guastalla è impossibile pagare le multe

La sanzione di 6 euro rischia di diventare di 90 in una vicenda kafkiana. Federconsumatori: "Oltre al danno la beffa: una linea inutilizzabile". L'azienda: "Chiediamo scusa, si è sbagliato l'operatore"

REGGIO EMILIA – Prende una multa sul treno, ma non può pagarla con bonifico bancario o conto corrente postale (figurarsi con bancomat o carta di credito, ndr) e poi, qui viene il bello, non può neanche pagarla a Reggio, ma deve andare a Bologna, a Imola o a Ferrara.

E’ successo a uno studente di Novellara che viaggiava su un treno locale che ha preso una multa da sei euro perché aveva lasciato l’abbonamento a casa. La denuncia arriva da Federconsumatori. La multa se non viene pagata entro cinque giorni diventa di 90 euro. La mamma dello studente si precipita in Piazzale Europa e qui comincia la vicenda kafkiana tipica di un paese che viaggia in alta velocità, ma poi massacra la maggior parte della popolazione con viaggi su treni da terzomondo.

Lo sportellista di Piazzale Europa comunica alla donna che non si possono pagare le multe a Reggio Emilia. Bisogna andare a Imola o a Bologna o a Ferrara. La donna è incredula e chiede se non ci sia un IBAN o un CC postale. Non c’è. A questo punto si organizza e delega una amica che sarebbe comunque dovuta andare a Bologna. L’amica si presenta all’ufficio preposto di Bologna ma anche qui cominciano i problemi. Prima la copia dell’abbonamento non va bene, e spiegare al funzionario che l’originale ce l’ha il ragazzo, altrimenti prende una seconda multa, non è cosa semplice come potrebbe apparire.

Poi, superato questo non problema, viene fuori che quello non è il luogo giusto in cui bisogna pagare, poi salta fuori che la fotocopia dell’abbonamento che la donna sta mostrando come prova della sua effettiva esistenza ha una mancanza in termini di codificazione, poi invece va bene ma comunque non si può pagare a Bologna una multa presa a Reggio. La signora viene reindirizzata verso Reggio Emilia e a nulla vale la sua protesta quando spienga che lei viene da Reggio e che sono loro ad averle detto di rivolgersi a Bologna.

L’impiegato a questo punto è nel panico. Chiama un superiore. Anche il superiore non sa cosa fare,  si decide quindi di temporeggiare. Il capoufficio si assume la responsabilità di chiamare la donna lunedì (oggi) per comunicarle la soluzione che, nel week end, studierà. Intanto i 6 euro rischiano di dover diventare 90, la donna si è spostata da Novellara a Reggio, e poi ha dovuto trovare un modo per arrivare a parlare con Bologna che comunque non ne sapeva nulla. Conclude Federconsuatori: “Nell’epoca della semplificazione, della modernità, dei servizi online, in Emilia, il trasporto pubblico (che dovrebbe traghettarci in un futuro più giusto ed equo) è in ritardo, su tutta la linea”.

Federconsumatori denuncia anche che la tratta “Reggio-Guastalla, da anni, viene segnalata come inutilizzabile dai cittadini (lavoratori e studenti) che tentano di servirsene per recarsi sul posto di lavoro o a scuola”. E aggiunge: “I treni hanno oltre trent’anni. Le porte non si aprono o non si chiudono una volta aperte. I treni vengono soppressi senza avvisi e non viene organizzato un efficiente trasporto alternativo. Per questo si è costituito un comitato, guidato dall’associazione Federconsumatori, che da mesi si batte per i diritti dei pendolari. Dopo i confronti e le speranze alimentate dal confronto con l’assessore regionale alla Mobilità Donini, in questi ultimi giorni si è aggiunta al danno la beffa”.

L’azienda: “Chiediamo scusa, si è sbagliato l’operatore”
Tper e Seta, in una nota congiunta, hanno spiegato: “La convenzione tra le aziende Seta e Tper prevede che, in caso di sanzioni per dimenticanza ricevute sui treni delle linee reggiane e della Modena–Sassuolo, i titolari di abbonamento annuale si rechino entro 5 giorni a mostrare il proprio titolo di viaggio dimenticato alle biglietterie Seta, dove possono pagare anche la relativa sanzione. Solo alle biglietterie Seta, infatti, è possibile la verifica dell’abbonamento, dei termini di validità e della regolarità sulla tratta su cui è stata elevata la sanzione. Correttamente la madre del ragazzo si era recata allo sportello Seta di Piazzale Europa a Reggio Emilia, dove però, purtroppo, le è stata fornita un’indicazione sbagliata che ha generato una serie spiacevole di disguidi e di vani contatti con le biglietterie Tper di Bologna. Resta il rammarico e le doverose scuse alla madre dello studente abbonato per una vicenda nata da un difetto di comunicazione di una procedura che esiste da tempo, ma di cui evidentemente l’operatore di sportello non era a conoscenza. Una lacuna di cui le aziende coinvolte si scusano, impegnandosi a far sì che inconvenienti analoghi, fortunatamente legati a casi limitatissimi, non abbiano più a verificarsi. Alla madre del ragazzo, erano già state date ieri, lunedì 15 febbraio, le istruzioni utili per il pagamento di 6 euro secondo sua maggiore comodità, formulandole anche le sincere scuse per i disagi che la vicenda ha comportato”.