Tecnogear, possibile riapertura della trattativa

Il prefetto cerca una mediazione e riconvoca le parti per domani. La Fiom valuta lo stop della protesta

REGGIO EMILIA – Elementi “di novita’” anche se “non conclusivi” emergono nella vertenza Tecnogear. Ad annunciarlo e’ il segretario della Fiom-Cgil reggiana, Sergio Guaitolini, al termine dell’incontro di due ore convocato a mezzogiorno dal prefetto Raffaele Ruberto, dopo nove giorni di sciopero e presidio dei lavoratori dell’azienda di Cavriago contro i licenziamenti di tre colleghi effettuati (uno e’ un delegato).

Una protesta che stamattina si e’ in parte trasferita anche in corso Garibaldi, dove un centinaio di lavoratori ha mantenuto un presidio per tutta la durata della riunione davanti alla prefettura. Ruberto, che ha ricevuto e incontrato prima insieme e poi singolarmente i rappresentanti della Tecnogear e una delegazione sindacale formata dal segretario della Cgil Guido Mora accompagnato da Guaitolini e da due lavoratori, ha valutato opportuno un “nuovo approfondimento” e ha riconvocato tutti per domani alle 15.30.

L’obiettivo della Prefettura, preoccupata anche dei risvolti per l’ordine pubblico del presidio permanente davanti ai cancelli della fabbrica, e’ di riaprire un tavolo di confronto. La decisione in merito potrebbe essere presa gia’ domani. “L’azienda, che non era presente con il suo amministratore delegato, sta riflettendo”, spiega ancora Guaitolini. Intanto un’assemblea dei lavoratori e’ stata convocata d’urgenza per questo pomeriggio per discutere, tra l’altro, dell’opportunita’ di smobilitare il presidio permanente.

C’e’ dunque stato un passo in avanti rispetto allo stallo registrato venerdi’ scorso, quando si e’ risolto con un nulla di fatto il tentativo obbligatorio di conciliazione alla Direzione territoriale del lavoro, come previsto dalla stessa legge Fornero. A seguito del quale, tuttavia, la commissione della Dtl ha deciso un rinvio ad una prossima udienza per martedi’ 8 marzo.

Venerdi’ i sindacati hanno ribadito la non sussistenza di motivi oggettivi per i licenziamenti contestando quindi l’arbitrarieta’ della sospensione dei lavoratori. In particolare la Fiom ha espresso la propria disponibilita’ ad un confronto per l’utilizzo di ammortizzatori sociali, come il contratto di solidarieta’, e di percorsi di formazione e ricollocazione dei lavoratori anche in reparti diversi da quelli in cui operano. I sindacati restano pertanto disponibili a trovare una soluzione alternativa ai licenziamenti ponendo pero’, come condizione imprescindibile, il ritiro di quelli gia’ applicati (fonte Dire).