Tecnogear, l’azienda va avanti e non revoca i licenziamenti

Ignorata la proposta di mediazione del prefetto. La Fiom. "Hanno dichiarato che non si tratta di un problema di esuberi: sono proprio i tre operai che l'azienda voleva mandare via"

REGGIO EMILIA – Sembrava ci fosse un nuovo terreno di discussione tra la direzione aziendale della Tecnogear di Cavriago e il sindacato quando ieri, durante il primo incontro davanti al prefetto Ruberto, le parti si erano riaggiornate ad oggi pomeriggio dandosi il tempo riflettere su una proposta di mediazione avanzata dal prefetto stesso. Proposta, quella del prefetto, che non ha avuto alcuna influenza sulla decisione aziendale che ha deciso di ignorarla a 360 gradi.

L’Istituzione infatti aveva chiesto ad entrambe le parti di fare un passo indietro: alla Tecnogear di ritirare i licenziamenti e alla Fiom Cgil di sospendere sciopero e presidio. A bocce ferme quindi si sarebbe potuto aprire un confronto sui temi della produttività, degli orari, dell’efficienza ed anche di eventuali esuberi di personale. La prefettura si era detta disponibile anche a tenere aperto un tavolo di confronto a livello istituzionale.

Racconta il segretario della Fiom, Sergio Guaitolini che con il segretario provinciale Guido Mora ha partecipato all’incontro: “Il niet dell’azienda per oggi pomeriggio è stato netto. “Non ci sono problemi di esuberi in Tecnogear, la nostra volontà è quella di licenziare le tre persone che sono state mandate già fuori dall’azienda”. Questo hanno detto i rappresentanti della Tecnogear al prefetto e a noi. Tanto che anche il prefetto Ruberto ha chiesto quale fosse allora lo loro idea di mediazione e si è detto dispiaciuto che una proposta arrivata dalle Istituzioni, e non dal sindacato, fosse rigettata. La mediazione per l’azienda era rappresentata solo da una transazione economica”.

Commenta la Cgil: “Si chiude oggi pomeriggio il primo capitolo di questa storia che vede prevalere l’arbitrarietà e della sufficienza del potere, rappresentato qui dal datore di lavoro sul lavoratore.  Come va valutato dunque un licenziamento di tre persone, per motivi oggettivi cioè di natura economica, laddove non esiste un problema né di tipo economico né di esuberi, se non un atto di assoluta arbitrarietà e arroganza aziendale? E’ a questo che servono le leggi, visto che è grazie alla legge Fornero che tale situazione ha potuto realizzarsi?”.

A questo punto, giacché risulta prevedibile che l’appuntamento in Direzione Territoriale del Lavoro dell’8 marzo non produrrà cambiamenti significativi, visto l’esito dell’incontro in prefettura, la vertenza si sposterà sul piano legale, aprendo così il secondo capitolo di questa vicenda.

Spiega Guaitolini: “Già da domani presenteremo un articolo 700, cioè una procedura d’urgenza in tribunale, intanto per dire che non è previsto né dalla legge, né dai contratti che i lavoratori oggetto di licenziamento per motivi oggettivi siano mandati fuori dall’azienda prima del termine della procedura di conciliazione in direzione territoriale del lavoro e poi andremo avanti per dimostrare l’infondatezza dei motivi addotti dalla Tecnogear”.

A questo punto i tempi si dilatano e diventano quelli delle aule giudiziarie. Una volta terminata la conciliazione obbligatoria, se non si troverà una soluzione condivisa le lettere di licenziamento diverranno effettive e verranno impugnate. La Fiom Cgil seguirà l’iter legale insieme ai lavoratori ma i tempi non saranno brevissimi. Anche per questo l’assemblea dei lavoratori, dopo nove giorni di sciopero consecutivi, ha deciso di sospendere lo sciopero e rientrare in fabbrica.

“Non possiamo pensare di tenere i lavoratori in sciopero in attesa di tempi che a questo punto sono i tempi dei giudici”, ha concluso il segretario della Fiom -. Continueremo a batterci contro l’applicazione di questa normativa per ripristinare la tutela reale dei diritti e della dignità delle persone nei luoghi di lavoro”.