Tecnogear, azienda e sindacato in direzione del lavoro

Nella tarda mattinata di venerdì. Ieri colto da malore uno dei licenziati. Il Circolo Berlinguer: "La proprietà dell'azienda è di un fondo di investimento di proprietà di Credem"

REGGIO EMILIA – Mentre la mobilitazione dei lavoratori Tecnogear va avanti (nel presidio di fronte ai cancelli dell’azienda di Cavriago ieri uno dei tre operai licenziati e’ stato colto da un malore ed e’  stato trasportato in ospedale per gli accertamenti del caso, ndr), la direzione territoriale del Lavoro di Reggio convoca azienda e sindacato in via Borsellino per la tarda mattinata di venerdì. Una convocazione attesa e prevista dalla Legge Fornero dopo che la Tecnogear ha fatto partire i licenziamenti individuali di tre operai, e che arriva ora chiamando le parti a confrontarsi nel merito.

La norma prevede infatti una procedura obbligatoria di tentativo di conciliazione. “Andremo a quel tavolo convinti che si debba trovare una soluzione immediata per la vertenza Tecnogear alternativa ai licenziamenti – spiega Sergio Guaitolini, segretario generale Fiom Cgil Reggio Emilia -. Crediamo che i licenziamenti debbano essere revocati e che questo sia l’unico modo per sospendere il presidio e la mobilitazione. A quel punto ribadiamo la nostra volontà e disponibilità ad attivare un confronto di merito con l’azienda su efficienza, produttività e organizzazione del lavoro”.

La Fiom, come sostenuto finora, continua a chiedere il ritiro dei licenziamenti con la convinzione, resa evidente dai bilanci aziendali, che la motivazione con cui sono stati fatti, cioè il “giustificato motivo oggettivo” non sia reale. “Quello che si evince dai dati è che l’azienda fa risultare una perdita che non è tale – evidenzia Guaitolini -. Si tratta di uscite non legate alla gestione caratteristica, cioè al ciclo produttivo del sito, che è in ottima salute ma ad un giro di conti che alla fine rappresentano un’operazione di autofinanziamento della proprietà stessa”.

Il circolo Berlinguer: “La proprietà dell’azienda è di un fondo di investimento di proprietà di Credem”
Sulla vicenda interviene anche il circolo Enrico Berlinguer di Reggio Emilia “esprime piena solidarietà ai lavoratori della Tecnogear di Corte Tegge (Cavriago)”. Secondo il circolo Berlinguer la vera ragione di questa decisione non è economica ma è “da ricercare nella volontà di affermare il potere incondizionato del management in fabbrica, proprio nel momento in cui alla Tecnogear stava per aprirsi una trattativa con la Rsu e il Sindacato sulla riorganizzazione dell’azienda. In poche settimane in Emilia Romagna siamo, purtroppo, al quinto caso di licenziamenti pretestuosi ed immotivati. Evidentemente, siamo di fronte alla messa in campo di una strategia manageriale che va al di là della singola azienda e che mira a limitare in maniera drastica i diritti di chi lavora”.

Continua il circolo Berlinguer: “Questo fatto rappresenta una dimostrazione sconcertante di ciò a cui porta la finanziarizzazione dell’economia e della produzione quando la proprietà non dà valore al principio della responsabilità sociale, al quale dovrebbe attenersi invece ogni impresa. La partecipazione di controllo della Tecnogear appartiene da alcuni anni a un “fondo di investimento” di proprietà di Credem, che ha affidato la direzione dell’azienda a manager senza legami con la comunità e il territorio di riferimento che non si pongono quindi problemi di eticità e di responsabilità sociale nelle scelte da mettere in atto. Questi licenziamenti indicano quello che, da oggi, può accadere anche a Reggio Emilia a ogni lavoratore dipendente se manifesta un parere difforme da quello del management e se si organizza sindacalmente insieme ai suoi colleghi per manifestarlo”.

Il Circolo Berlinguer “appoggia quindi in maniera incondizionata la lotta che i lavoratori, la Fiom e la Cgil hanno messo in atto e la sosterra’ nei modi e nelle forme che saranno indicate dai lavoratori stessi, e invita tutti i cittadini a manifestare solidarietà ai lavoratori in sciopero” e “auspica, nel contempo, che anche le istituzioni locali scendano subito in campo per riaprire il dialogo tra le parti sociali, cercando di indurre l’azienda a ritirare i licenziamenti per iniziare un confronto vero a 360 gradi”.