Spacciatore di Gardenia evade dai domiciliari: in carcere

È tornato dietro le sbarre Tommaso Vena, lo spacciatore sessantenne che riforniva i ragazzi della zona

REGGIO EMILIA – È tornato in carcere Tommaso Vena, lo spacciatore sessantenne che riforniva i ragazzi del quartiere Gardenia. Sabato scorso, per la quarta volta negli ultimi nove mesi, l’uomo non si è fatto trovare in casa durante i controlli effettuati dalla Polizia municipale.

Vena era stato arrestato nel giugno dell’anno scorso per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti dagli agenti del nucleo antidroga della Polizia municipale di Reggio Emilia: era stato poi condannato a quasi un anno di reclusione, agli arresti domiciliari. Nonostante avesse evitato il regime carcerario, l’uomo ha cercato di eludere le prescrizioni del tribunale della Repubblica e, per ben quattro volte da giugno ad oggi, non si è fatto trovare in casa  durante i controlli. Le quattro mancanze sono costate al pluripregiudicato la revoca degli arresti domiciliari e gli hanno riaperto le porte della Casa circondariale.

Vena, originario del materese, da anni attivo sulla scena dello spaccio reggiano, era stato arrestato perché trovato in possesso di undici palline di cocaina pronte per la vendita, sostanza da taglio, bilancini di precisione e contanti. La cocaina, ritrovata in un pacchetto di sigarette all’interno della cantina dell’appartamento di via Dall’Aglio, dove l’uomo scontava gli arresti domiciliari, veniva smerciata utilizzando proprio l’abitazione come base per l’attività illecita.

L’azione investigativa del nucleo Antidroga della Municipale aveva preso le mosse dalle numerose segnalazioni arrivate al Comando. Il continuo via vai di ragazzi dall’appartamento di via Dall’Aglio, infatti, aveva destato sospetti e allarme tra gli abitanti del quartiere Gardenia, una zona dove sono presenti diverse scuole e dove transitano abitualmente numerosi studenti nel passaggio tra la stazione degli autobus e la fermata del treno.