Scorta, i vigili al sindaco: “Serve chiarezza sul nostro ruolo”

Il Sulpl lamenta di aver già scritto a primo cittadino, prefetto e comandate senza risposta. "Abbiamo cambiato i nostri compiti, oppure siamo stati degradati ad autisti?". La replica del Comune: "Rientra nei vostri compiti"

REGGIO EMILIA – “Per anni avete ripetuto che la sicurezza pubblica spettava alle forze di polizia statali, che noi non avevamo bisogno di addestramento o strumenti di difesa. Ed ora, invece, superando addirittura le norme vigenti, siamo improvvisamente idonei a fare dei servizi di scorta alla luce di un possibile attentato della ‘ndrangheta?”.

Il sindacato dei vigili, il Sulpl ha inviato una lettera aperta al sindaco Luca Vecchi ricordando che il 3 febbraio scorso aveva già mandato una missiva (senza risposta, secondo quanto scrive il sindacato, ndr), segnalandogli questi problemi, al prefetto, al comandante Russo e sempre al primo cittadino, in cui si chiedevano “informazioni in merito alle modalità di esecuzione della scorta da parte della polizia municipale, in quanto ad oggi, abbiamo informazioni dai soli organi di stampa e nulla è stato comunicato alla scrivente segreteria”.

Continua il sindacato: “Ma come? Abbiamo cambiato i nostri compiti e le nostre attribuzioni solo per un singolo cittadino mentre per tutti gli altri rimaniamo i “vigili spaventapasseri”? Oppure non è cambiato nulla e semplicemente aveva bisogno di un “autista”? Perché se così fosse si aprirebbero altri scenari non meno preoccupanti (demansionamento ecc..). Cogliamo anche l’occasione per ricordarle che da quando si è insediato non ha sentito nemmeno una volta la necessità di incontrare i rappresentanti di questa particolare categoria di lavoratori, malgrado da parte sindacale le richieste siano state molteplici”.

E concludono: “Perdoni lo sfogo signor sindaco, ma se la normativa nazionale continua a far confusione sul nostro ruolo, che varia a secondo delle opportunità da impiegati in divisa a squadra antiterrorismo, a Reggio Emilia la situazione sfocia nel paradossale, e se, oltre a svolgere avvilenti, quanto inutili, servizi di piantonamento strade, a diventare sterili produttori di dati da elencare a fine anno, dobbiamo anche svolgere dei servizi senza sapere qual è il rischio che corriamo, onestamente ci sembra troppo”.

Il Comune: “Rientra nei vostri compiti”
A stretto giro di posta la replica del Comune: “Non appartiene al linguaggio, alla pratica e alla cultura di questa amministrazione comunale definire gli agenti di Polizia Municipale “vigili spaventapasseri”, né tanto meno “autisti”. Pur nel rispetto dunque delle legittime prerogative sindacali si invitano gli estensori della lettera aperta ai giornali (il Sulpl, per la precisione) a non attribuire al Comune di Reggio Emilia parole, pensieri e considerazioni mai utilizzate da questo ente verso i propri lavoratori. In merito al contenuto della missiva si ricorda che all’articolo 2, comma E fra le finalità e compiti del Corpo di Polizia Municipale è esplicitamente previsto: “Prestare servizio d’ordine, di vigilanza e di scorta necessari per l’espletamento di attività e di compiti istituzionali del Comune”. A seguito del Comitato per l’ordine e la sicurezza di martedì 2 febbraio e su esplicita indicazione degli organi competenti è stato deciso di rafforzare le misure di vigilanza sia sulla persona del sindaco che sui locali dell’amministrazione comunale, senza esorbitare il mansionario del Corpo di Polizia Municipale”.