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Notari: “Non tartassiamo nessuno, Irpef e Imu ferme”

L'assessore replica a Confcommercio: "Qui c'è la pressione più bassa dell'Emilia-Romagna"

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REGGIO EMILIA – Per il terzo anno consecutivo, il bilancio di previsione del Comune di Reggio Emilia non prevedera’ “alcun incremento di aliquote per l’addizionale Irpef, nonche’ per l’Imu”. Inoltre Reggio si conferma anche per il 2016 come il capoluogo dell’Emilia-Romagna “con la minor pressione fiscale pro capite complessiva”.

Lo rivendica oggi l’assessore comunale al Bilancio, Francesco Notari, in replica alle accuse di Confcommercio sulla pressione fiscale determinata da Irpef e Irap. Notari sottolinea in particolare che “l’Irpef e’ una tassa nazionale che colpisce in modo identico i contribuenti (le addizionali regionali e comunali possono determinare soltanto minime variazioni fra un territorio e l’altro)” e ricorda che l’Irap e’ una tassa regionale.

Ma, “come emerge dagli stessi dati Confcommercio la pressione fiscale complessiva di Irpef e Irap a Reggio Emilia e’ in linea con quella di Milano ed e’ inferiore rispetto a quella di citta’ metropolitane e capoluoghi di regione quali Bologna”. Il 2016, continua l’esponente della giunta, “porta inoltre la grande novita’ dell”abrogazione della Tasi sulla prima casa e di altre importanti agevolazioni sull’Imu per famiglie ed imprese. Le tasse locali, nel 2016, scenderanno dagli attuali 96 milioni a circa 80, con un decremento medio del 20%, di cui beneficeranno in particolare i proprietari di prime case”. Questa misura, sottolinea ancora l’assessore, “potra’ far ripartire i consumi interni e con essi si agevolera’ la ripresa economica”.

Le tasse, riconosce Notari, “sono senz’altro troppo alte in Italia e, sebbene negli ultimi due anni ci siano state manovre di riduzione, c’e’ ancora molto da lavorare, soprattutto sul lato della spesa e soprattutto a livello dello Stato centrale”. Il Comune di Reggio Emilia pero’ “continua a fare sacrifici, lotte agli sprechi e razionalizzazioni importanti, al fine di non alzare le tasse, pur in presenza di richieste di servizi crescenti ed esigenze sempre maggiori e piu’ diffuse di assistenza. Stiamo creando le condizioni, affinche’ si possa pensare anche ad una riduzione delle tasse locali, che tuttavia restano le piu’ basse della Regione”.

Infine, chiosa il delegato al Bilancio, “un’analisi attenta dovrebbe sempre correlare il livello di tassazione con la quantita’ e la qualita’ dei servizi offerti”.

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