Nasce l’emporio solidale: aiuterà con la spesa 50 famiglie in difficoltà

La Manodori stanzia 120mila euro: aprirà entro il 2016 a Gardenia

REGGIO EMILIA – Nasce a Reggio Emilia il primo “emporio solidale” per la raccolta e lo smistamento di derrate alimentari a basso costo gestito da volontari e rivolto a persone e famiglie in difficolta’. Vedra’ la luce dopo l’estate o comunque entro il 2016 nel quartiere Gardenia, in uno dei locali in via di dismissione della stazione Fer, societa’ con cui il Comune e’ in trattativa per la messa a disposizione dell’immobile.

Al servizio accederanno 50 famiglie messe in ginocchio dalla crisi, selezionate dai servizi sociali e dalla Caritas, che faranno “la spesa” attraverso un meccanismo basato sul reddito. Avranno cioe’ una scheda a punti calcolata sullo status economico, da cui verranno scalati i generi alimentari. Il progetto, promosso da Comune Caritas, Auser, protezione civile, Papa Giovanni XXIII, distretto di economia solidale, centro prevenzione sociale e le associazioni “Servire l”Uomo” e “Solidarieta’” e’ coordinato dal centro Dar Voce e sostenuto dalla Fondazione Manodori con un investimento totale di 120.000 euro in due anni, dopo aver vinto il bando emanato nel 2015 dalla stessa Fondazione per rispondere alle esigenze delle “nuove e vecchie poverta’”.

Un fenomeno cioe’ da cui anche Reggio non e’ esente, come emerge dall’ultimo rapporto sulla coesione sociale, che registra 70.000 lavoratori vulnerabili, quasi poveri raddoppiati, esplosione degli sfratti, 50% di pensionati poveri. Lo scorso anno inoltre i centri di ascolto della Caritas hanno ricevuto oltre 2.000 richieste per beni materiali, soprattutto di generi alimentari. Negli ultimi cinque anni invece, sono 10.000 le persone che si sono rivolte per la prima volta ai servizi sociali del Comune.

Da qui la disponiblita’ della fondazione Manodori a finanziare il progetto.
“Abbiamo sostenuto l’idea di creare empori solidali nella nostra provincia – spiega il presidente della Fondazione Gianni Borghi – perche’ promuove un modo di contrastare la poverta’ che stimola una responsabilita’ condivisa e il coinvolgimento dei cittadini rispetto ai membri piu’ fragili delle nostre comunita’”. Non a caso, puntualizza Borghi a proposito di responsabilita’ condivisa, “a sostegno dei volontari delle associazioni che gestiranno l’emporio la fondazione E35 ha dato disponibilita’ di tre persone che le assisteranno dal punto di vista metodologico”.

L’emporio, aggiunge l’assessore al Welfare del Comune di Reggio Emilia Matteo Sassi, “non sara’ un luogo chiuso ma aperto a tutta la comunita’, come dimostra la sua collocazione a ridosso della citta’ storica. E contribuira’ a riqualificare uno spazio urbano dismesso. Penso che sia un investimento sul livello di democrazia della citta’”. Sassi sottolinea inoltre il prinicipio di “reciprocita’” su cui l’emporio sara’ basato. Le persone che vi accedono potranno infatti collaborare alla sua manutenzione o alle pulizie, “attivita’ per superare lo stigma della poverta’”, spiega l’assessore.

“Oltre al cibo, l’emporio vuole essere un punto di riferimento per ricostruire legami sociali e familiari”, chiarisce infine Cecilia Pignagnoli di Dar Voce, coordinatrice del progetto. L’emporio solidale fornira’ infatti anche servizi di supporto ed accompagnamento, consigli per la gestione del bilancio familiare, per compilare un curriculum o fare domanda di lavoro e suggerimenti per risparmiare sulla spesa e non sprecare le risorse.