Marchi a Spadoni: “Mai negato presenza ‘ndrangheta a Reggio”

Il deputato al M5S: "Peggio chi le usa contro chi non è indagato"

REGGIO EMILIA – “Non ho mai avuto posizioni negazioniste, nemmeno per Reggio Emilia”. Cosi’ Maino Marchi, deputato Pd ex membro della commissione parlamentare Antimafia, rimanda oggi al mittente le accuse della parlamentare 5 stelle Maria Edera Spadoni. La grillina aveva attaccato il dem per le sue dichiarazioni del 2008 contro il sindaco antimafia Enrico Bini, sostenendo che Marchi aveva sottovalutato il fenomeno della ‘ndrangheta pur essendo membro della commissione deputata a combatterlo.

Il parlamentare democratico interviene oggi a puntualizzare che le su affermazioni del 2008 “sono state riportate parzialmente” e per rendere piu’ esplicita “una posizione che ho sostenuto in varie occasioni”. Spiega dunque Marchi: “Fin dal mio primo intervento in commissione Antimafia, a gennaio 2007, ho sostenuto che la criminalita’ si era globalizzata e che le mafie non erano questione di quattro regioni, ma di tutta l’Italia, nord compreso, Europa e mondo intero. Da allora questo concetto l’ho ribadito in tutte le occasioni che ho avuto fino alla noia”.

Accanto a questa posizione, aggiunge il democratico, “ho sostenuto che Reggio Emilia era una delle province piu’ povere all’inizio del ”900 ed e’ diventata una delle province piu’ ricche e con una delle piu’ eque distribuzioni del reddito grazie alla collaborazione, oltre a un sano conflitto in certi casi, tra le forze economiche e sociali, imprese cooperative e private e organizzazioni sindacali, e le Istituzioni locali”. Una “collaborazione basata sulla legalita’ e il rispetto delle regole. Le mafie possono cambiare i connotati dell’economia e della societa’”.

Inoltre, prosegue Marchi, “ho spesso aggiunto che chi per decenni ha governato deve temere piu’ di altri che questo avvenga, perche’ produrrebbe anche cambiamenti politici”. Una cosa, precisa Marchi “non l’avevo detta ne’ prevista: un movimento politico che usa le mafie per attaccare amministrazioni senza amministratori indagati, che pensa si possa dire ai prefetti in quali amministrazioni mandare le commissioni d’accesso e’ al di la’ del bene e del male”.

D’altra parte, conclude l’esponente del Pd, “cosa ci si puo’ aspettare dopo che Grillo ha fatto la campagna elettorale in Sicilia nel 2012 dicendo che li’ la mafia non c’e’, ma e’ al nord. O da chi, come Di Battista, ha fisicamente impedito a Speranza di fare una conferenza stampa nel 2014?”.