Mafie, il M5S: “Ostruzionismo su accesso atti appalti”

Per i consiglieri Ivan Cantamessi e Alessandra Guatteri "e' ormai evidente che il Pd ha scelto l'ostruzione come tattica per impedire alle opposizioni di fare il proprio dovere"

REGGIO EMILIA – Ennesima querelle in Comune a Reggio Emilia sul tema dell’accesso agli atti relativi ad appalti e concessioni urbanistiche degli ultimi anni. Numerosi di questi documenti sono stati richiesti dai consiglieri del Movimento 5 stelle per ricostruire i rapporti tra amministrazione, politica e costruttori e verificare il livello di infiltrazioni da parte della ‘ndrangheta a Reggio Emilia.

Ma per i consiglieri Ivan Cantamessi e Alessandra Guatteri “e’ ormai evidente che il Pd ha scelto l’ostruzione come tattica per impedire alle opposizioni di fare il proprio dovere, cioe’ vigilare e informare i cittadini su quello che accade in Comune”. Cos’e’ accaduto? “E’ noto che ormai da settimane come Movimento stiamo facendo numerosi accessi agli atti sulle aziende i cui soci sono stai coinvolti dall’indagine Aemilia, accessi agli atti che servono per produrre una memoria temporale di quello che e’ accaduto nel nostro territorio”, aggiungono i consiglieri comunali”.

Accessi agli atti che, secondo il regolamento del Comune di Reggio, “dovrebbero ottenere risposta in cinque giorni”, sottolineano. Tuttavia “ai primi accessi agli atti che abbiamo presentato e’ stata data risposta nei termini. Successivamente alle dichiarazioni del capogruppo Pd Andrea Capelli che nel Consiglio dell’8 febbraio ha accusato le opposizioni di ”ingolfare la macchina amministrativa con gli accessi agli atti”, la stessa macchina si e’ ingolfata”. Infatti, per le ultime richieste di informazioni inviate intorno al 20 febbraio da Cantamessi (20 accessi) e da Guatteri (due), “e’ arrivata informazione che le risposte arriveranno in data 1 maggio e 8 aprile”.

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