La Spadoni: “L’ex vicesindaco Ferrari cieco di fronte all’evidenza”

La deputata riporta una seduta della Commissione antimafia del 5 novembre 2008 che "suona politicamente le campane a morto per chi governa il territorio da anni e specialmente per Maino Marchi"

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REGGIO EMILIA – “Nell’affrontare il tema infiltrazioni mafiose il Pd come afferma l’ex assessore all’urbanistica Ugo Ferrari fu solo “inconsapevole, ingenuo e presuntuoso”? No, non bastano le già pesantissime parole di ammissione di fallimento politico di Ferrari per derubricare tutto così in una sorta di ridicolo ‘scusate ci siamo sbagliati pensavamo di essere all’asilo'”.

Lo scrive la deputata del Movimento 5 Stelle, Maria Edera Spadoni secondo la quale le ricerche di Antonio Ciconte nel 1998 e 2008 parlavano già chiaro, così come gli appelli di Salvatore Borsellino dal 2008 in poi in città. La deputata riporta poi una seduta della Commissione antimafia del 5 novembre 2008 che “suona politicamente le campane a morto per chi governa il territorio da anni (allora DS e Margherita oggi Pd) e specialmente per Maino Marchi”.

Marchi, sedeva in quella commissione antimafia e così il 1° novembre 2008 attaccò Enrico Bini che partecipando ad un evento antimafia del Meet Up Amici di Beppe Grillo denunciò che “da anni le mie denunce cadono nel vuoto” . Disse Marchi a Bini: “E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che Bini abbia parole interpretabili a favore del Pd”.

E poi ancora: “Il sistema Reggio è caratterizzato da un livello imprenditoriale e occupazionale, un’offerta di servizi eccezionale e un’amministrazione pubblica che governa senza chiedere il permesso ai poteri forti ed è falso il teorema che il potere locale si regge su anomalie di un sistema infiltrato dalla mafia. E’ il contrario”.

La Spadoni riporta poi due stralci di un verbale della Commissione antimafia dove sedeva Maino Marchi in cui si parla di Reggio Emilia, comunità cutrese, racket, infiltrazioni e imprenditori (in allegato foto riproduzione).

DAL RESOCONTO DI SEDUTA DEL 5 FEBBRAIO 2008

MARIO SPAGNUOLO, Procuratore Aggiunto della Repubblica di Catanzaro –
“… fornisco quest’altro dato che non le sfuggirà. Nella zona di Reggio Emilia vi è oramai una presenza di persone per bene, di cutresi, che oramai sono diventati e sono considerati i migliori muratori dell’Emilia-Romagna. Tuttavia accanto a queste persone per bene che lavorano, vi sono infiltrazioni ben precise tant’è che noi riteniamo che alcuni killer della guerra di mafia del crotonese di cui vi parlerà il collega Dolce, provengano proprio da quella zona territoriale”

SALVATORE DOLCE – Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro
“In ordine ai rapporti economici tra nord e sud vi dico una prima parte, ma poi vorrei che il resto fosse secretato. La prima parte riguarda un processo in corso che ha visto l’arresto anche per omicidio di una quindicina di affiliati alla cosca di Cutro per una serie di estorsioni commesse a Reggio Emilia. Questo discorso dell’infiltrazione o comunque della capacità della mafia cutrese di controllare (nel senso di imporre) allo stato per quello che abbiamo accertato processualmente, il pagamento di denaro a importantissime imprese della zona di Reggio Emilia è un dato acclarato. Quando parlo di importanti imprese mi riferisco, ad esempio, alla Ruggieri Costruzioni Generali, il cui presidente è anche presidente dello Spezia calcio e si è trattato di persone che, in verità, allorchè sono arrivate le richieste non hanno avuto grandi difficoltà a sborsare anche notevoli somme di denaro. A questo punto, signor presidente chiedo che il mio intervento prosegua in seduta segreta”.

Conclude la Spadoni: “Non penso ci siano altre parole: inconsapevoli, ingenui, presuntuosi e…ciechi di fronte all’evidenza”.

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