Iren stronca il piano rifiuti regionale: “Poiatica va riaperta”

In una nota fornita alla commissione Ambiente della Regione, la multiutility scrive che "gli obiettivi sono troppo ambiziosi" e avverte: "Ci sono dubbi sulla sua conseguibilità". Pagliani: "Idea inaccettabile"

REGGIO EMILIA – Iren ha fornito una nota, al termine dell’audizione in commissione ambiente in Regione, il 4 febbraio scorso, dove si auspica la riapertura della discarica di Poiatica per i rifiuti speciali dato che “emergono deficit impiantistici relativamente alla gestione dei rifiuti urbani che riteniamo che debbano essere corretti” e in cui scrive che il piano regionale ha “sottostimato le produzioni pro capite di rifiuti urbani”.

Inoltre secondo la nota di Iren, presente alla riunione con Giancarlo Giacchetti, il direttore della gestione impianti del comparto Iren Ambiente, “gli obiettivi di raccolta differenziata e riciclaggio superano di circa il 18% le attuali migliori performance e pongono dubbi sulla loro conseguibilità alla luce dell’orizzonte temporale del piano al 2020”. Ma vediamo cosa dice la nota di Iren nel dettaglio.

“Nel territorio servito da Iren il fabbisogno impiantistico nell’anno 2016 per la gestione dei rifiuti è sottostimato di circa 40mila tonnellate”
Scrive la multiutility: “Il piano prevede che i rifiuti urbani prodotti in Emilia Romagna si ridurranno complessivamente nei prossimi 5 anni di 400-600mila tonnellate per effetto della tariffazione puntuale. Si evidenzia però che i dati di produzione riferiti al 2014 segnalano un’inversione di tendenza della produzione dei rifiuti urbani in relazione alla ripresa economica. Pertanto, rispetto a quanto previsto nel piano, sono state prodotte circa 130mila tonnellate in più rispetto al 2013. Per il 2015, dai primi dati a disposizione, tale tendenza tende a consolidarsi”. Conclude la nota: “A titolo esemplificativo nel territorio servito da Iren il fabbisogno impiantistico nell’anno 2016 per la gestione dei rifiuti è sottostimato di circa 40mila tonnellate”.

Raccolta differenziata: “Obiettivi troppo ambiziosi”
Scrive Iren: “In merito agli obiettivi di raccolta differenziata si ribadisce quanto già osservato per il piano adottato nel 2014, ovvero che gli obiettivi risultano troppo ambiziosi: incrementi del 17-18% in meno di cinque anni sono difficilmente raggiungibili in un contesto regionale che parte da percentuali di raccolte differenziate già elevate. Inoltre in merito al tema della tariffazione puntuale evidenziamo che la stima dei costi di implementazione a livello regionale pari a 28 milioni e 300mila euro l’anno pare sottostimata di circa il 30%”.

Rifiuti speciali: “Risulta un ulteriore fabbisogno di 50mila tonnellate, va riaperta la discarica di Carpineti”
Conclude la multiutility: “Parimenti a quanto evidenziato per i rifiuti urbani, gli obiettivi di riduzione dei rifiuti speciali paiono troppo ambiziosi, considerate le leve a disposizione a livello regionale. In ogni caso si sottolinea l’inadeguatezza dell’impiantistica a servizio delle aziende locali che dovranno farsi carico di costi maggiori dovuti al trasporto. In particolare emerge una sostanziale differenza fra l’effettivo fabbisogno di gestione dei rifiuti, nel territorio gestito da Iren, e quello previsto dal piano. Risulta infatti un ulteriore fabbisogno di rifiuti speciali stimabile in circa 50mila tonnellate che potrebbe determinare sia impatti economici dovuti agli extra costi derivanti dal loro trasporto verso impianti esterni al territorio di produzione, che conseguenti maggiori impatti ambientali. Alla luce delle considerazioni sovraesposte, si ritiene auspicabile ed opportuno riprendere al proposta a suo tempo contenuta nel Prgr del 2014 di riapertura della discarica di Carpineti destinandola al conferimento dei rifiuti speciali”.

Pagliani: “Idea inaccettabile”
Giuseppe Pagliani, capogruppo di Forza Italia in Provincia, scrive: “Riteniamo inaccettabile l’idea espressa nei giorni scorsi dal tecnico Iren Giacchetti, di portare a Poiatica i rifiuti speciali e di creare in questo sito una base regionale per i rifiuti speciali. Siamo pienamente d’accordo con il sindaco di Carpineti Borghi, che ha posto un veto assoluto su questa ipotesi. Ora prossimo alla chiusura definitiva, il sito di Poiatica deve solo essere riqualificato e per nessun motivo al mondo la regione può pensare di rimettere in gioco una decisione già presa e fortemente voluta da tutti i comitati locali. Il piano regionale rifiuti adottato sancisce la chiusura definitiva di Poiatica e l’avvio della successiva fase di riqualificazione ambientale. Il sacrificio ventennale che questo territorio appenninico ha dovuto subire della discarica di Poiatica deve terminare, Carpineti e l’appennino reggiano hanno già versato un contributo enorme rispetto all’eccessiva quantità di rifiuti che in questo luogo sono stati collocati. La discarica deve essere chiusa definitivamente cosi come da impegno della regione”.