Insicurezza, suona che ti passa: pianoforte per la stazione

La mozione del Pd passa fra le proteste dell'opposizione che è uscita dall'aula al momento del voto

REGGIO EMILIA – Un pianoforte pubblico nella stazione di Reggio Emilia per combattere il degrado? Un’operazione che, secondo l’assessore Mirko Tutino, “portera’ qualita’ in un luogo pubblico”. Un intevento quindi perfettamente fattibile, una volta trovato uno sponsor che voglia donare lo strumento e dopo essersi accordati sui costi della custodia.

Ma se nessuno dovesse farsi avanti gli esborsi sarebbero comunque modesti, sottolinea Tutino anche a nome del sindaco Luca Vecchi (che ha la delega alla Cultura) e per questo l’amministrazione potrebbe farsene carico. Si e’ concluso cosi’ il dibattito di circa un’ora che si e’ svolto oggi in Consiglio comunale a Reggio Emilia, scatenato da una mozione firmata da sette consiglieri del Pd e poi approvata con 17 voti della sola maggioranza.

Il documento e’ stato infatti duramente contestato dall’opposizione che al momento del voto, e’ uscita in blocco dall’aula. Le minoranze contestano in primo luogo il metodo con cui la mozione e’ stata avanzata, attraverso una convocazione straordinaria del Consiglio. Ma soprattutto, spiegano gli esponenti di Movimento 5 stelle, Forza Italia e Alleanza civica, si tratterebbe di un intervento “superfluo”, rispetto ai “veri problemi di sicurezza” della citta’.

Per il capogruppo del Movimento 5 stelle, “c’e’ la volonta’ di nascondere la polvere sotto il tappeto”, mentre per Cinzia Rubertelli, consigliera della neonata Alleanza civica, “balliamo sul Titanic”. Ugualmente duro il commissario provinciale della Lega Nord reggiana Matteo Melato che dice: “Siamo alla follia totale, cominciamo a chiederci su che pianeta vivano i consiglieri del Pd. Il problema della sicurezza e del degrado va affrontato in maniera seria con piu’ controlli e con una politica seria di sicurezza che funga da deterrente verso chi quotidianamente sosta all’interno della stazione senza che debba prendere un treno, pensiamo agli accattoni o abusivi”.

Probabilmente, prosegue Melato, “nella prossima rissa che accadra’ in stazione, i protagonisti potranno anche chiedere un sottofondo musicale grazie a questa proposta del Pd. Scherzi a parte, siamo curiosi di sapere come un pianoforte possa avere un effetto deterrente verso chi vuole delinquere”. Per Gianluca Catergiani, vicecapogruppo del Pd, “nessuno ha mai parlato del pianoforte come strumento per la sicurezza. Chi lo fa strumentalizza la questione” (fonte Dire).