Cavriago, licenziato un delegato sindacale Fiom alla Tecnogear

Insieme a lui l'azienda ha lasciato a casa anche due lavoratori. Presidio davanti ai cancelli e sciopero domani di otto ore. Il sindacato: "Ecco i primi effetti della legge Fornero"

CAVRIAGO (Reggio Emilia) – Non si placa l’ondata di licenziamenti discriminatori e illegittimi che da qualche mese imperversa nella nostra Regione. Dopo i casi di Ferrara, Bologna e Modena ieri è stato il turno di Reggio Emilia  dove alla Tecnogear di Cavriago, azienda con circa ottanta dipendenti che produce ingranaggi di precisione, l’azienda ha consegnato lettere di licenziamento a tre lavoratori tra cui un delegato Fiom.

Le lettere di licenziamento arrivano come un fulmine a ciel sereno: “licenziamento per giustificato motivo oggettivo (ovvero per motivi economici, anche se qui, a quanto sostiene la Fiom, non ve ne sarebbero, ndr)” senza che i lavoratori o i sindacalisti ne abbiano avuto avvisaglia. Tre licenziamenti individuali cascati tra capo e collo mentre tra l’azienda, la Rsu e la Fiom Cgil erano in corso incontri e trattative per discutere di orari di lavoro e riorganizzazione aziendale.

Alla Tecnogear, era infatti scaduto il contratto aziendale lo scorso 31 dicembre 2015. “La direzione aziendale ci ha ribadito, anche per iscritto, di avere intenzione di modificare in peggio la contrattazione di secondo livello – spiega Raffaele Ioime, funzionario Fiom che segue l’azienda – nello stesso tempo però si è presa l’impegno di discutere con noi di organizzazione del lavoro e di orari, tanto che era stato già calendarizzato un incontro per il prossimo 16 febbraio. Appena qualche settimana fa, a nostra domanda specifica – continua Ioime – se la volontà di rimettere in discussione parte della contrattazione frutto dei precedenti accordi aziendali  nascondesse problemi legati anche ad esubero di personale, l’azienda rispondeva di no”.

“Si può aggiungere  – prosegue il sindacalista della Fiom – che in questi anni di crisi l’azienda non ha utilizzato alcun tipo di ammortizzatore sociale, ha lavorato con straordinari fino a luglio 2015 e che risultano assunzioni di personale fino allo scorso autunno”. Un quadro dunque che collocherebbe questi tre licenziamenti in un contesto di totale arbitrarietà da parte dell’azienda che ha scelto la strada del licenziamento utilizzando le norme introdotte dalla legge Fornero.

In risposta a quanto accaduto i lavoratori della Tecnogear si sono mobilitati presidiando i cancelli dell’azienda in sciopero per tutta la giornata, mentre nel pomeriggio la Fiom e la Rsu hanno incontrato la direzione aziendale che sulla questione è rimasta sulle proprie posizioni.

Altre 8 ore di sciopero sono state così proclamate per domani e un nuovo presidio si terrà in via Curiel. Assieme ai metalmeccanici della Fiom a Corte Tegge arriveranno anche delegati e attivisti Cgil per i quali domani era programmato un attivo di zona.

“Non riteniamo accettabile un atteggiamento di questa natura – ha concluso Ioime -. Si tratta di licenziamenti totalmente arbitrari e ingiustificati. La Fiom darà battaglia per riportare in produzione il nostro delegato e i suoi due colleghi e perché non passi un messaggio di totale subalternità dei lavoratori alle scelte dell’azienda che, vorrei ribadire, non ha mai usato gli ammortizzatori e non ha mai socializzato problematiche occupazionali. Inoltre ribadiamo che precondizione per proseguire il confronto sulle problematiche aziendali è il ritiro di questi licenziamenti frutto delle ultime norme legislative sia della Fornero che del Jobs Act del governo Renzi”.