Aemilia, il M5S fa luce sugli appalti dati agli imputati

Norberto Vaccari, capogruppo del M5S: "Dopo le parole di Bini sulle responsabilità delle cooperative urge ancora di più far luce sul Catasto ed ogni passaggio". Il Comune: "Appalti dati fra il 1997 e il 2012 quando Gualtieri e Macrì non erano indagati"

REGGIO EMILIA – Infiltrazioni mafiose, “sia fatta luce sulla “terra di mezzo” che ha portato il mondo cooperativo a cedere terreni e subappalti a imprese poi risultate colluse”, iniziando con una operazione “raggi X” che come indicato da Enrico Bini non può che passare dal catasto. Scrive Norberto Vaccari, capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale: “Il meccanismo di nuovo denunciato dal sindaco di Castelnovo Monti deve essere esplorato e indagato a fondo così come le sue parole non vanno lasciate cadere nel nulla”.

“Ci sono state cooperative che usavano solo certi trasportatori con prezzi che i lavoratori onesti non potevano affrontare. Ci sono stati presidenti di grosse cooperative che non hanno saputo dire basta. E poi c’è il Catasto li bisogna che andiamo a guardare . Ci sono indici di valore immobiliare ridotti del 50% con danno erariale e delocalizzazioni di aree edificabili”, ha detto Bini.

In attesa che la Commissione legalità del Comune di Reggio Emilia svolga il compito assegnatole con tanto di votazione del 16 febbraio 2015, il Movimento 5 Stelle ha iniziato a svolgere e catalogare gli accessi agli atti anche sulle delocalizzazioni e inizierà ad esplorare i passaggi di proprietà di terreni dalle cooperative a ditte private (locali e non) e chiede “di far luce sul sistema di subappalti dalle coop ad altre ditte non locali (molte volte nate con il solo scopo di realizzare l’opera magari con un prestanome)”.

Continua Vaccari: “Dalla prima analisi degli accessi agli atti sugli interventi diretti e gli appalti sono uscite le prime risultanze sui controlli di ditte appartenenti agli imputati Gualtieri e Macrì”. Si tratta comunque di appalti che furono dati in un periodo in cui questi imprenditori edili non erano ancora indagati e imputati.

Scrive il capogruppo del M5S: “Appare infatti chiaro che sia necessario approfondire un ulteriore passaggio che non emerge dai dati su appalti, piani particolareggiati ed interventi diretti. Cioè i passaggi (vendite di terreni etc) tra cooperative e aziende colluse o aziende prestanome (che realizzano magari un solo intervento e poi spariscono), dove fondamentale è far luce su ogni passaggio tramite il Catasto”.

Ed e’ quello che ha denunciato pure Enrico Bini: ” Il mondo produttivo in generale e in particolare quello cooperativo deve interrogarsi sul sistema degli appalti e’ stato gestito con tante ombre. Da Ccpl a Orion a Coopsette troppe sono le connessioni sospette . Nessuno può pensare di mettere la polvere sotto il tappeto”.

Conclude Vaccari: “Queste sono state le parole di Bini che condividiamo chiedendo “verità” e che i responsabili di questo sistema che ha favorito le infiltrazioni mafiose siano individuati in ogni settore”.

Il Comune: “Appalti dati fra il 1997 e il 2012, non erano indagati”
Scrive il Comune: “In riferimento alla nota del consigliere Norberto Vaccari, si precisa che gli interventi edilizi da lui citati risalgono ad un arco temporale di molto antecedente l’inchiesta Aemilia, precisamente dal 1997 al 2012. Non era dunque nelle facoltà dell’Amministrazione comunale la possibilità di conoscere e quindi anticipare un’indagine, i cui esisti sono stati resi noti dall’autorità competente nel 2015. L’Amministrazione comunale nell’iter autorizzativo ha agito in conformità alle normative vigenti”.