Vigili, salvi quelli provinciali: ma restano pochi

Ci sono dodici agenti per un territorio di 3mila chilometri quadrati

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REGGIO EMILIA – Scampata all’accorpamento con la Polizia municipale ma ridotta all’osso. E’ la Polizia provinciale di Reggio Emilia, guidata da qualche mese dal nuovo comandante Lorenzo Ferrari, che oggi pattuglia un territorio di 3.000 chilometri quadrati con un organico di 12 persone (di cui tre impiegate in ufficio).

Il quadro della situazione lo ha tracciato questa mattina il presidente della Provincia, Giammaria Manghi, presentando i dati dell’attivita’ effettuata dal Corpo nel 2015. “La buona notizia – spiega Manghi – e’ che dopo 15 mesi dall’avvio del nuovo corso della Provincia la Polizia provinciale resta nell’ente e sul territorio con specifiche competenze e professionalita’ di cui nessun altro puo’ occuparsi”.

I numeri, aggiunge il presidente, “ci dicono che anche in un anno complicato come il 2015, gli agenti hanno svolto il loro servizio con professionalita’ sulle strade e a tutela dell’ambiente”. Tra i dati: 444 verbali elevati per violazione delle norme sulla caccia (piu’ nove denunce alla Procura), 27 verbali connessi all’abbandono di rifiuti e alla non corretta gestione dei reflui zootecnici e circa 300 interventi in incidenti che hanno coinvolto animali selvatici, in prevalenza caprioli.

Per arginare i danni arrecati dalla fauna selvatica all’agricoltura, la Provincia ha invece stanziato 167.000 euro. Soddisfatto il comandante Ferrari: “Se fossimo transitati nella Polizia municipale sarebbe andato disperso un patrimonio di competenze e professionalita’ maturate in una vita di lavoro”. Concludendo, Manghi sottolinea: “Leggo da piu’ parti che con la riforma istituzionale le Province scompariranno. Non e’ cosi’ perche’ anche se il referendum verra’ approvato restera’ un ente di coordinamento territoriale tra i Comuni e la Regione”.

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