Vicenda casa, la Spadoni: “Macrì era conosciuto in Comune”

La deputata del M5S: "Vecchi e sua moglie sono degli smemorati. Da oltre dieci anni con presentava pratiche e partecipava ad appalti e subappalti"

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REGGIO EMILIA – Il Movimento Cinque stelle torna all’attacco, sulla vicenda della casa comprata dalla moglie del sindaco nel 2012 da un imprenditore calabrese, Francesco Macrì, che, tre anni dopo, sarebbe stato arrestato per mafia all’interno dell’inchiesta Aemilia. La deputata Maria Edera Spadoni e il gruppo consigliare del Comune citano un articolo uscito oggi sul Resto del Carlino in cui dà conto di come Francesco Macrì fosse “conosciuto in municipio da oltre dieci anni con decine di pratiche, appalti , subappalti”.

Scrivono la Spadoni e il gruppo riportando l’articolo del Carlino: “Ci sono un subappalto alla Fratelli Macrì (ditta non coinvolta in Aemilia ma dove l’arrestato Francesco è uno dei due soci) 3 agosto 2009, e  processi autorizzativi su diversi interventi realizzati a Mancasale, San Bartolomeo, Via Guido da Castello anche per ditte di primaria rilevanza. E’ poi Francesco Macrì a presentare una osservazione su un piano particolareggiato d’iniziativa privata in località Ghiardello per la Fratelli Macrì snc. Il consiglio comunale del 19 aprile 2004 (gli ultimi mesi dell’era Spaggiari) accoglie l’osservazione parzialmente e vota il piano particolareggiato. La ditta Fratelli Macrì torna nei radar pubblici nel 2006, quando il report regionale sui pubblici appalti registra la vittoria di due gare pubbliche per l’importo complessivo di 233 mila euro”.

Insomma Macrì era una persona conosciuta dal Comune e, d’altronde, non poteva essere diversamente essendo un costruttore che, per edificare, doveva richiedere licenze apposite e, come tutti i costruttori, partecipava ad appalti.

Continuano: “La Fratelli Macrì, di cui Francesco Macrì  era poi divenuto socio accomandatario, fu invitata il 22 settembre 2014 (giunta Vecchi) a gara a procedura negoziata del Comune per l’assegnazione di lavori di manutenzione stradale. Qualche mese più tardi da quell’invito Francesco Macrì è stato arrestato ed è tutt’ora ai domiciliari”.

E concludono: “Ma lo smemorato sindaco Luca Vecchi, il 2 febbraio 2015 scorso in consiglio comunale dichiarò pur con il condizionale: “Non risulterebbe ad oggi una azione di grave infezione del sistema degli appalti pubblici ….e non risulterebbe ad oggi grandi operazioni urbanistiche”. E per un anno nulla si è saputo, fino allo scoppio del caso della casa acquistata dal rinviato a giudizio in Aemilia Francesco Macrì dalla smemorata dirigente Maria Sergio, moglie dello smemorato sindaco Luca Vecchi”.

La deputata e il gruppo concludono chiedendo una Commissione d’accesso prefettizia. E aggiunge: “Intanto ribadiamo, come già fatto in precedenza e ieri dalla consigliera Cinzia Rubertelli la richiesta a Vecchi e la moglie di pubblicare tutte le fatture della casa e relativi bonifici di pagamento”.

Gaetti: “Propongo la convocazione del ministro ed ex sindaco Delrio”
Sulla vicenda interviene anche Luigi Gaetti, senatore del Movimento Cinque Stelle e vicepresidente della Commissione antimafia, aggiunge: “Infiltrazioni mafiose a Reggio Emilia. Nella giornata di domani, durante l’Ufficio di Presidenza della Commissione Antimafia proporrò la convocazione del ministro ed ex sindaco Graziano Delrio, del sindaco in carica di Reggio Luca Vecchi e dell’ex primo cittadino Antonella Spaggiari, degli assessori ai lavori pubblici delle passate giunte Ugo Ferrari, Angelo Malagoli, dell’ex assessore alla sicurezza Franco Corradini e della dirigente all’urbanistica di Reggio Emilia nominata dall’attuale ministro dei lavori pubblici, l’ingegnere Maria Sergio. Per chiarire ancora di più il quadro ci sono anche diversi giornalisti che hanno svolto importanti inchieste che sono disponibili ad essere ascoltati. Se necessario per ascoltare tutti, riproporremo una seconda tappa a Reggio Emilia”.

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