Venditori abusivi, la Maramotti: “Sanzioni anche ai clienti”

L'assessore ha ricordato che per gli acquirenti la multa prevista va da 100 euro fino a 7mila euro

REGGIO EMILIA – “Riteniamo che dopo opportune campagne di informazione della cittadinanza la repressione delle condotte che violano norme giuridiche debba riguardare non solo i venditori abusivi di merce contraffatta, ma anche gli acquirenti”.

Lo ha detto l’assessore alla Città storica e attività produttive, Natalia Maramotti, rispondendo a un’interpellanza del consigliere comunale di Forza Italia Claudio Bassi. La Maramotti ha anche ricordato che per gli acquirenti la sanzione amministrativa pecuniaria prevista va da 100 euro fino a 7mila euro “quando si sia acquistata merce che per la qualità, la condizione di chi la offre o per l’entità del prezzo, induca a ritenere che siano state violate norme in materia di origine e provenienza dei prodotti e in materia di proprietà industriale”.

L’assessore ha risposto relativamente agli eventi verificatisi in centro storico nella giornata di San Prospero, determinati dalla presenza elevatissima di ambulanti abusivi. Per questo motivo, ha aggiunto la Maramotti, “terremo inoltre in considerazione le direttive ministeriali, ribadite dal nostro prefetto, che, in situazioni in cui si preveda una particolare turbativa dell’ordine pubblico, prevedano l’opportunità di mirati servizi interforze”.

Ha detto la Maramotti: “Riteniamo che sia necessario creare un coinvolgimento di più soggetti nel nostro territorio, nel comune interesse di contrastare l’abusivismo commerciale e avere come riferimento le “Linee guida del ministero dell’Interno e dello Sviluppo economico”, in materia di contrasto e prevenzione del fenomeno che peraltro auspicano di individuare la Conferenza permanente costituita in prefettura come sede privilegiata di confronto su questi temi”.

E ha concluso: “È dunque intenzione della giunta procedere alla convocazione, in tempi brevi, di un incontro preparatorio che coinvolga le Associazioni di categoria del commercio, le Associazioni di rappresentanza dei consumatori e Cciaa, nel quale condividere obiettivi e misure per agire nel modo più efficace e coordinato contro l’abusivismo commerciale, esitando auspicabilmente nella sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa coerente con le indicazioni del Cnac (Consiglio nazionale anti-contraffazione) e con gli orientamenti del Piano nazionale anti-contraffazione”.