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Unioni Civili, Renzi: per Pd riforma non rinviabile

Il premier: "Il compromesso non è lo strumento per non arrivare a chiudere"

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REGGIO EMILIA – Riunione della direzione del Pd a pochi giorni dall’approdo in Aula del ddl sulle Unioni Civili e dopo le polemiche venute soprattutto dalla minoranza Dem per l’elezione al Senato di tre vicepresidenti di commissione dell’area verdiniana.

Matteo Renzi, alla direzione del Pd, ribadisce la determinazione a chiudere sulle unioni civili: “Siamo rimasti l’unico paese dei 28 senza una disciplina sulle unioni civili, è fondamentale che si chiuda cercando il più possibile di ascoltarsi e rispettarsi ma poi si sappia che ad un certo punto si vota e sui temi etici ci sarà libertà di coscienza come doveroso che sia. Il compromesso non è lo strumento per non arrivare a chiudere. Sono giuste tutte le posizioni ma si sappia che per il Pd la riforma è irrinviabile”.

Resta la sfida dei Cattodem sulle Unioni Civili che si traduce anche negli emendamenti al ddl depositati in Senato. Seimilacento, di cui cinquemila della sola lega, una sessantina del Pd e nove dell’ala cattolica Dem. Tra questi restano i due, annunciati nei giorni scorsi, sulla trasformazione della stepchild adoption in “affido rafforzato” e sul “divieto della pratica di surrogazione di maternità” realizzata da un cittadino italiano all’estero introdotto, nella proposta di modifica, all’art.4 del ddl. Rispetto a quanto annunciato non si prevede, né per chi realizza la maternità surrogata né per chi la organizza, alcun inasprimento delle pene.

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