Settore alimentari, proclamato lo stato di agitazione

Con un pacchetto di 4 ore di sciopero articolato a livello aziendale da effettuarsi entro il 22 gennaio e 8 ore di sciopero nazionale proclamate per il prossimo 29 gennaio

REGGIO EMILIA – A seguito della rottura delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dell’industria  alimentare, anche a Reggio Emilia partiranno nei prossimi giorni assemblee informative tra i lavoratori e iniziative di mobilitazione.

Nella nostra Provincia la vertenza per il rinnovo contrattuale coinvolge oltre tremila lavoratori (sono circa 400.000 a livello nazionale) occupati in vari settori,  e vede  la presenza di importanti imprese di rilevanza nazionale, in particolare nel settore  delle carni e dei salumifici, ma anche dei prodotti da forno e del lattiero caseario.

Importante anche la presenza di aziende alimentari del settore cooperativo, il  cui  rinnovo  del  contratto nazionale sarà in discussione nei prossimi giorni.  Anche  su  questo tavolo, ad oggi, non si registrano particolari avanzamenti.

Scrivono i sindacati: “Quello che è successo lunedì scorso sul tavolo della trattativa per il rinnovo  del  contratto  dell’industria alimentare, durata 14 incontri, tra Flai Cgil  Fai  Cisl e Uila Uil nazionali e Federalimentari è una rottura che, tra le altre cose, è  avvenuta  sulla  mancanza di una mediazione soddisfacente sul  tema  del salario e su alcuni istituti fondamentali del contratto”.

“Giudichiamo in particolare, inaccettabile la pretesa di Federalimentare di voler  concludere  un  accordo  basato  esclusivamente sulla penalizzazione complessiva  delle  retribuzioni  a  partire  dal  blocco  degli  scatti di anzianità  e  dall’eliminazione dei premi di produzione congelati  –  hanno fatto  sapere  le categorie nazionali – . Inoltre era stata programmata una seduta  plenaria a oltranza ma nella notte dell’11 gennaio  una parte della delegazione  trattante  di  Federalimentare  si è resa irreperibile. Questo comportamento  ha  ulteriormente  esacerbato  il clima della plenaria, alla quale hanno partecipato oltre 150 delegati provenienti da tutta Italia, che ha  stigmatizzato l’atteggiamento della controparte che non vuole concedere nulla,  malgrado  il  buon  andamento  del  settore,  testimoniato dai dati economici più recenti”.

Da qui la proclamazione dello stato di agitazione del settore, con l’immediato blocco degli straordinari e di tutte le flessibilità. Assemblee sono ora in programma in tutti i luoghi di lavoro con un pacchetto di 4 ore di  sciopero  articolato  a  livello  aziendale  da effettuarsi entro il 22 gennaio  e  8  ore  di  sciopero  nazionale  proclamate  per il prossimo 29 gennaio.