Seta, prove di Jobs act: autisti controllati a distanza

Potranno essere impiegati "per ogni finalita' connessa al rapporto di lavoro e quindi anche per i rilievi disciplinari", si legge nell'ordine di servizio. I sindacati proclamano lo stato di agitazione

REGGIO EMILIA – Il Jobs act sale sugli autobus di Seta. Tra i tre ordini di servizio aziendali che hanno fatto scattare, a decorrere da martedi’, lo stato di agitazione sindacale, infatti, c’e’ anche quello sui controlli a distanza satellitari degli autisti. I provvedimenti aziendali in questione (in realta’ gli ordini di servizio sono abbastanza frequenti in Seta) sono stati affissi in bacheca lunedi’, sulla scia delle nuove norme previste dal decreto legislativo 151 del 2015.

Nei tre bacini serviti da Seta, a partire da quello di Modena per proseguire con Reggio Emilia e Piacenza, da anni sono installati i dispositivi satellitari di controllo dei movimenti dei bus e delle possibili disfunzioni. La ”torre di controllo” che governa il sistema e’ attiva a Reggio: in una sorta di maxischermo, ad ogni autobus corrisponde un puntino verde o rosso, nel caso in cui il mezzo sia in orario o in ritardo.

Ebbene, d’ora in poi, “nel rispetto della privacy”, questi sistemi in Seta potranno essere impiegati “per ogni finalita’ connessa al rapporto di lavoro e quindi anche per i rilievi disciplinari”, si legge nell’ordine di servizio. In sostanza, si potranno controllare cosi’ in modalita’ hi-tech eventuali pause non giustificate del bus di turno, cosi’ come anomalie e ritardi vari.

Questi controlli in Seta finora sono stati sempre portati avanti, ma tramite controllori e operatori in carne e ossa, ad esempio attenti a che un autista non pigliasse un caffe’ in orari non consentiti. In realta’, e’ il ritornello dei dirigenti dell’azienda tpl emiliana di fronte alle critiche sindacali, per la verita’ piu’ sul metodo, “Seta non fa altro che applicare le nuove leggi”.