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Il gruppo Rete 7 spegne Antenna 1 e Teletricolore

Già sospeso il tg di Modena e stop domenica a quello di Reggio. I quattro redattori andranno a Bologna. Sos dell'Aser: venerdì un tavolo in Regione. L'ordine dei giornalisti: "Grande amarezza"

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REGGIO EMILIA – E’ crisi nelle emittenti televisive Antenna 1 di Modena e Teletricolore di Reggio Emilia. Il gruppo Rete 7 ha infatti deciso di sospendere l’edizione del telegiornale diffuso sulla provincia di Modena ed ha annunciato analoga cessazione su Reggio Emilia (la programmazione dovrebbe durare fino a domenica, ndr), col trasferimento di tutti i dipendenti nella sede di Bologna.

Questo significa che i quattro redattori reggiani dovrebbero andare a lavorare nel capoluogo.

“In questo modo – denunciano l’Associazione stampa dell’Emilia-Romagna (Aser) e l’associazione Stampa Modenese – vengono spente due importanti voci storiche dell”informazione locale”. Una decisione giudicata inaccettabile dai lavoratori e dal sindacato dei giornalisti anche perche’ “l’azienda ha agito senza nemmeno attendere i pareri dei fiduciari di redazione previsti dall”articolo 29 del contratto di lavoro giornalistico”.

Proprio in questi giorni sono in corso le trattative per nuovi ammortizzatori sociali, finalizzate a tutelare tutti i posti di lavoro e gli spazi informativi. Per dopodomani e’ convocato un tavolo istituzionale con la Regione in cui l’Aser chiedera’ “un impegno concreto di tutti i soggetti coinvolti per evitare la perdita di due importanti realta’ dell’informazione locale”.

L’ordine dei giornalisti: “Grande amarezza”
L’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna esprime “grande amarezza per l’annunciato epilogo della gloriosa storia di due emittenti televisive della regione, Antenna 1 di Modena e Teletricolore di Reggio Emilia”. La decisione di staccare la spina “prevede infatti lo spegnimento delle rispettive frequenze e la conseguente, inevitabile sospensione della programmazione di entrambe le tv. Da un giorno all”altro, attraverso uno scarno comunicato firmato dal direttore, che e’ anche il braccio destro dell”editore”, rileva l’Ordine dell’Emilia-Romagna. E’ dunque il “fine delle trasmissioni” di due “voci storiche dell”emittenza televisiva privata dell’Emilia-Romagna, motivato da non ben precisate ragioni economiche. Ed e’ anche un colpo pesantissimo inferto al pluralismo dell”informazione regionale”. Dunque, da “parte nostra la sincera solidarieta’ ai giornalisti e ai lavoratori coinvolti in questa vicenda e la speranza che si possano ancora trovare delle soluzioni capaci di indicare come priorita’ il valore di un’informazione a piu’ voci e quello della inalienabile tutela dei posti di lavoro”.

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