Edilizia, un protocollo antimafia a prova di infiltrazioni

Prevede controlli ferrei che pare stiano suscitando parecchi malumori nel mondo imprenditoriale

REGGIO EMILIA – Un protocollo antimafia fra i più stringenti in Italia. E’ quello che il sindaco ha citato, ieri, in Sala del Tricolore nel suo discorso davanti al consiglio comunale a riprova del suo impegno contro la ‘ndrangheta nonostante le accuse di chi sostiene che non abbia fatto abbastanza e, anzi, abbia comprato casa da un calabrese poi arrestato e oggi imputato nel processo Aemilia.

Ma vediamo, nel dettaglio, cosa dispone questo protocollo che è già operativo e che sta già suscitando, a quanto pare, parecchi malumori all’interno del mondo imprenditoriale reggiano per i controlli piuttosto stringenti che impone.

Prevede controlli antimafia su titolari e soci di tutte le imprese richiedenti titoli urbanistico-edilizi, l’informativa antimafia su imprese esecutrici e soggetti richiedenti permessi di costruire di valore superiore a 70mila euro, per il 20% delle SCIA e per tutti i privati sottoscrittori di convenzioni e blocco in caso di non risposta entro 45 giorni.

E ancora comunicazione antimafia per imprese esecutrici e soggetti richiedenti permessi di costruire di valore per quelli inferiori a 70.000 con richiesta a prefettura competente e per conoscenza alla Prefettura di Reggio Emilia, possibilità, in ogni momento, di esercizio del potere di autotutela laddove intervenga un provvedimento interdittivo.