Dieci nuove pietre d’inciampo a Reggio, Correggio e Castelnovo Monti

Per ricordare le vittime del nazismo: la posa il 13 gennaio

REGGIO EMILIA – Dieci pietre d’inciampo per ricordare dieci vittime del nazismo, a Reggio, Correggio e Castelnovo Monti. Verranno posate mercoledì 13 gennaio in una lunga giornata organizzata da Istoreco, con la collaborazione delle scuole, dei Comuni e di diverse associazioni reggiane. Sarà presente Gunter Demnig, l’artista tedesco che ha ideato le pietre e che si occuperà personalmente della loro posa.

Anche nel 2016 Istoreco, infatti, prosegue il suo lavoro con le Pietre d’Inciampo, dopo la posa delle prime dieci nel gennaio 2015, per ricordare persone che sono morte a causa della persecuzione nazi-fascista, nei loro paesi come nei campi di prigionia e sterminio. Il progetto di Istoreco sulle Pietre, iniziato nel gennaio 2015 a Reggio e Correggio, porterà di nuovo nelle due città ma anche a Castelnovo né Monti. Le dieci storie scelte non riguardano solo ebrei né tantomeno solo deportati, ma anche persone morte in Italia mentre si nascondevano, o rese folli dalle perdite subite durante la guerra. Ogni biografia è stata ricostruita da classi delle superiori reggiane assieme a Istoreco, per permettere di conoscere nei dettagli le vite dei loro concittadini del passato.

L’appuntamento è per mercoledì 13 gennaio dal mattino al pomeriggio per la posa delle dieci pietre. A tutte le pose saranno presenti gli amministratori pubblici dei Comuni interessati e le classi delle superiori protagoniste della ricerca.

Si parte alle 9.30 a Correggio, in via Mandrio all’incrocio con via San Martino per la posa delle due pietre per i fratelli Gilda e Claudia Sinigaglia, ebrei correggesi morti a Sassuolo mentre vivevano in clandestinità dopo l’applicazione concreta delle leggi razziali.

Alle 10.30 si passa a Reggio Emilia. La prima tappa è alle 10.30 in via Cagni per ricordare Dante Padoa, ebreo reggiano morto in montagna, a Costabona, in clandestinità.

Alle 11 la seconda tappa in via Roma 7, in memoria di Ida Liuzzi, ebrea scomparsa a Borzano in un fienile dove si nascondeva dalle ricerche naziste.

Alle 11.30 trasferimento in via Emilia San Pietro 22 per la pietra di Giorgio Melli, figlio di due ebrei già ricordati nel 2015. Melli è sopravvissuto alla guerra perché in quegli anni si trovava in Svizzera per motivi di studio, ma la perdita di tutta la famiglia l’ha fatto impazzire e finire in un manicomio, dove è morto a 57 anni.

Alle 12, ultima tappa reggiana in via Baruffo 1, all’incrocio con piazza Fontanesi, per omaggiare Paolo Bonaventura, docente ebreo e fervente antifascista, anch’egli morto nel reggiano.

Al pomeriggio, la conclusione a Castelnovo Monti, per ricordare quattro uomini catturati l’8 ottobre 1944, durante il grande rastrellamento nazista in Appennino, e finiti a lavorare nei campi in Germania. Tre di loro, Inello Bezzi, Ermete Zuccolini e Francesco Toschi, sono morti nel campo di Kahla in Turingia fra il marzo e l’aprile 1945. Il quarto, Ugolino Simonazzi, militante comunista da sempre perseguitato dal nazismo, è morto invece nel campo di Brandeburg Havel, vicino a Berlino.

Il ritrovo qui alle 14.30 davanti alla casa di Inello Bezzi in via U. Monti 9, lungo la strada che dalle scuole medie porta al lago di Virola. Da lì si continuerà in via Roma 80 per Ugolino Simonazzi, in vicolo Costole 2 (nella “Castelnovo vecchia”) per Ermete Zuccolini e in via I Maggio 2, vicino al mulino, per Francesco Toschi.