Quantcast

Destra in piazza Martiri del 7 Luglio, polemiche senza fine

Il segretario del Pd, Andrea Costa: "L'adunata non va fatta in quel luogo". Pagliani (Fi): "Vergognoso tentativo di Vecchi di ghettizzare le nostre idee"

REGGIO EMILIA – Non si placano le polemiche sulla manifestazione della Destra reggiana in programma per sabato mattina in piazza Martiri del 7 Luglio che, in concomitanza, vedrà una contromanifestazione indetta da Sel e Aq16 che arriverà in piazza del Monte.

Sulla vicenda interviene il segretario del Pd, Andrea Costa, che scrive: “Avercela una destra vera, all’altezza delle sfide dell’attualità, come accade in altri Paesi. Ci si potrebbe confrontare come prevede il nostro ordinamento. In Italia, invece, abbiamo un manipolo di nostalgici che blaterano mescolando un po’ di slogan a casaccio e organizzano carnevalate di tanto in tanto. Tant’è che parlano di 70 anni di “occupazione” da parte della Sinistra, senza rendersi conto che se in questo lasso di tempo i cittadini li hanno sempre mandati all’opposizione – perché  non lo hanno scelto loro di stare all’opposizione, ma ce li ha mandati la gente attraverso libere e democratiche elezioni – è perché i reggiani li hanno sempre giudicati esattamente per quello che sono: semplicemente inadeguati.”.

Aggiunge Costa: “E poi ci facciano un piacere una volta per tutte. Ci dicano se sono fascisti oppure no. Perché se lo sono, come dicono per sollecitare gli animi, allora molto semplicemente la manifestazione deve essere vietata. Vietata non perché lo dice qualcuno, ma perché lo recita la nostra Costituzione, una carta nata dalla lotta di Liberazione. Se invece non lo sono, lo dicano a chiare lettere. Dicano – come ho il coraggio di dire io – che il fascismo è uno schifo. Che è stato uno dei mali del nostro Paese e la sua pagina più buia. Che la Libertà di cui godiamo ce l’hanno regalata le persone che hanno combattuto il fascismo. Che è anche grazie alla Resistenza se viviamo in una Repubblica democratica. E tutti possono manifestare: tranne i fascisti che uccidono chi non è d’accordo con loro. Anche per questo quell’adunata non va fatta in piazza Martiri del 7 luglio”.

Sulla vicenda era intervenuto anche il sindaco di Reggio, Luca Vecchi, che pare stia cercando di fare in modo che la manifestazione venga spostata in un’altra piazza e non in un luogo simbolico per Reggio come piazza Martiri del 7 Luglio. Scrive a questo proposito il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Giuseppe Pagliani, che parteciperà alla manifestazione: “Mi meraviglia la sollevazione di scudi del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi a fronte della convocazione ufficiale di una manifestazione organizzata in primis dall’avvocato Luca Tadolini presidente del Centro Studi Italia che ha come obiettivo il denunciare settant’anni di strapotere della sinistra nella nostra città e provincia, non c’è nulla di aberrante nella locandina del comitato, anzi vi sono tesi condivisibilissime, “La manifestazione si svolge nello spirito della Riconciliazione Nazionale, della libertà di espressione e del corretto dibattito fra Destra e Sinistra”, che denunciano anche l’occupazione del potere del Pd e della sinistra a Reggio Emilia”.

Aggiunge Pagliani: “E’ proprio di questi giorni l’operazione di nomina di tutto il consiglio di amministrazione di Ireti spa, gruppo Iren dove tutti e quattro i consiglieri del Cda sono di espressione Pd. Vi è poi la sacrosanta sollevazione delle coscienze a fronte del crollo della cooperazione “Rossa” che a Reggio Emilia ha procurato migliaia di licenziamenti oltre ad una devastante conseguenza nelle piccole imprese fornitrici artigiane oggi tutte sull’orlo di fallimenti dovuti ai buchi creditizi lasciati da Coopsette, Coop. Muratori Reggiolo, Coop Muratori Cavriago, Unieco, Cormo ecc. Una macelleria sociale vera e propria causata da un sistema cooperativo e politico occupato militarmente dalla sinistra reggiana per oltre cinquant’anni”.

E conclude: “Giusto che ci sia in questa provincia chi ha il coraggio di denunciare anche le tante falsità storiografiche perpetrate per decenni speculando sulla guerra civile e dimenticando le centinaia di crimini compiuti da comunisti reggiani che nel dopoguerra ambivano solo ad instaurare una dittatura filosovietica, altrochè libertà , per raggiungere quell’obiettivo furono uccisi civili inermi, sacerdoti ed anche giovani quali il seminarista beato Rolando Rivi di 14 anni e lo scandianese Nanni Lasagni di soli 15 anni. Le ragioni per manifestare contro la sinistra a Reggio Emilia sono innumerevoli e per questo reputiamo vergognoso il tentativo del sindaco Vecchi di  ghettizzare e di delegittimare la libera manifestazione di idee che si contrappongono ad un regime di potere locale che perdura da settant’anni. Qui tutto il sistema è stato costruito per irreggimentare le persone e predestinare la vita all’interno di una unica rete di pensiero dalla culla alla tomba”.