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Brescello, Grillo contro Coffrini: “Dimettiti”

L'accusa: "Il Pd non ha mai preso in considerazione le sue dimissioni". Creato un hastag per costringere il primo cittadino ad andarsene. Il sindaco Bini: "A Quarto chiedete alla Capuozzo di lasciare. E qui?". Il segretario del Pd, Andrea Costa: "Grillo prima di parlare di Reggio Emilia deve sciacquarsi la bocca"

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BRESCELLO (Reggio Emilia) – “A Brescello, il paesino di Don Camillo e Peppone, il sindaco Pd Marcello Coffrini ha una profonda stima del boss della ‘ndrangheta Francesco Grande Aracri, fratello di Nicolino: ”Un uomo gentilissimo, tranquillo, composto, educato e che ha sempre vissuto a basso livello”. Per la Dda di Bologna invece e’ ”un elemento di spicco della omonima cosca della ‘ndrangheta di Cutro capeggiata dal fratello Nicolino” e gia’ condannato con sentenza definitiva passata in giudicato per associazione di stampo mafioso”.

Lo scrive sul suo blog Beppe Grillo. “Il mese scorso – prosegue – nei confronti del compagno Grande Aracri e’ scattato un sequestro di due milioni di euro dopo quello del 2013 di tre milioni di euro, segno di uno ”che ha sempre vissuto a basso livello” come affermato dal sindaco Pd. La ‘ndrina Grande Aracri e’ originaria di Cutro, ma molto attiva al Nord in particolare a Reggio Emilia dove fu sindaco l’attuale sottosegretario Delrio, che si reco’ proprio a Cutro nel 2009 poco prima delle elezioni comunali. Quando i pm gli fecero notare che Cutro e’ la citta’ di Nicolino Grande Aracri rispose balbettando ”so che esiste Grande Aracri. Nicola non… non lo avevo realizzato… Non sapevo che era originario di Cutro. Sapevo che era calabrese, ma non sapevo che fosse originario di Cutro. Perche’ abita li’ nel centro di Cutro? No, io non lo sapevo”. Beata ignoranza. Poteva chiedere al sindaco Coffrini che conosce benissimo il fratello”.

Insiste Grillo: “Il mese scorso la commissione di accesso al Comune di Brescello ha concluso il proprio lavoro e ha consegnato la relazione ispettiva al prefetto di Reggio Emilia, che a breve inoltrera’ la sua proposta al Ministero dell’Interno in merito allo scioglimento per mafia del comune a guida Pd. Il M5s ha chiesto che sia consegnata in antimafia la relazione della Commissione prefettizia su questo paese e su Finale Emilia (Modena), altro comune a guida Pd a rischio scioglimento. Le dimissioni del sindaco non sono mai state prese in considerazione dal Pd. Chiediamogliele tutti insieme: #CoffriniDimettiti”.

L’affondo di Beppe Grillo contro il sindaco di Brescello Marcello Coffrini trova una sponda nel Pd di Reggio Emilia. Arriva da Enrico Bini, sindaco “antimafia” di Castelnovo Monti, che in un post su Facebook sprona il suo stesso partito (il Pd) a prendere una posizione. Con riferimento al presidio organizzato dai giovani democratici di Napoli davanti al comune di Quarto per chiedere le dimissioni del sindaco Rosa Capuozzo a seguito delle presunte relazioni con la camorra, Bini afferma: “Due pesi e due misure? Qui nessuna manifestazione per chiedere le dimissioni?”.

A rincarare la dose, invitando anche il Partito democratico a condividerlo, e’ anche il deputato del Movimento 5 stelle Michele Dell”Orco, che sempre su Facebook commenta: “Cari Orfini, Picierno, Renzi: voi nei Comuni dove ci sono zone d”ombra legate alla mafia che fate? Chiederete le dimissioni dei sindaci? Da una settimana avete la faccia tosta di darci lezioni. Ora che avete la palla voi, che fate?”.

Il segretario del Pd, Andrea Costa: “Grillo prima di parlare di Reggio Emilia deve sciacquarsi la bocca”
Sulla vicenda interviene anche il segretario provinciale del Pd, Andrea Costa, che scrive: “Grillo prima di parlare di Reggio Emilia deve sciacquarsi la bocca. Venga piuttosto a prendere lezioni di legalità e buongoverno da queste parti. Al processo Aemilia, su centinaia di indagati, solo un esponente politico: è di Forza Italia. Nelle intercettazioni si ascolta la ‘ndrangheta che organizza le liste contro le nostre. Questa è la dimostrazione di dove sta il Pd. Siamo stati noi ad auspicare, già a marzo dell’anno scorso, la commissione prefettizia per fare chiarezza sullo stato delle cose a Brescello, e oggi aspettiamo l’esito dei lavori. E sempre noi siamo stati i primi a dire che a Grande Aracri il Pd non dà nemmeno il saluto per strada: mica Beppe Grillo, che oggi passa un brutto “Quarto” d’ora e spara a casaccio su cose che non conosce”.

E aggiunge: “In provincia di Napoli, invece, cosa dicono le intercettazioni su camorra e 5 stelle? A Reggio ci siamo inventati i protocolli antimafia per autoimporci controlli più severi di quelli obbligatori per legge. Venga a prendere appunti e non si fidi di quelli che gli passano i suoi esponenti locali, in un dibattito utile quanto i nanetti da giardino. Si vergogni, Grillo dovrebbe sapere bene che non sono i partiti a mandare a casa i sindaci, dal momento che tre Comuni a 5 Stelle sono nell’occhio del ciclone per episodi di ambiguità politica, rese dei conti interne, scambi di accuse ed espulsioni. A partire da Gela, dove il sindaco 5 stelle Domenico Messinese resta in carica malgrado l’espulsione dal Movimento qualche giorno fa, dopo una lunga guerra interna che ha visto dimettersi tre assessori della giunta. O a Bagheria, dove il sindaco Patrizio Cinque è ancora in carica dopo aver aumentato il proprio stipendio e quello degli assessori ed essere stato accusato dai revisori dei conti di dare troppi incarichi esterni nonostante lo stato di dissesto”.

 

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