Ramiseto, caccia al cinghiale: denunciati tre cacciatori

Ai tre sono state sequestrate le armi, tre fucili e un pugnale, e la carcassa di un animale

RAMISETO (Reggio Emilia) – La Polizia provinciale ha scoperto, nella zona di Ramiseto, il giorno di Santo Stefano, alcuni cacciatori nel Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano: sono stati denunciati in tre che stavano commettendo reati in materia di caccia e armi cacciando il cinghiale. Uno è stato sorpreso mentre, segugio al guinzaglio e fucile a tracolla, tentava di allontanarsi, gli altri sono stati trovati nell’atto di finire un cinghiale con l’ausilio di un fucile e dei cani. Ai tre sono state sequestrate le armi, tre fucili e un pugnale, e la carcassa del cinghiale.

Si tratta di un 53enne di Albinea che è stato infatti sorpreso con la tenuta di una squadra di cacciatori di cinghiale mentre, con segugio al guinzaglio e fucile a tracolla, tentava di allontanarsi velocemente dalla zona attraverso i boschi: per lui è scattata la denuncia di illecita introduzione di armi nel Parco nazionale. Gli altri due sono stati invece sorpresi nell’atto di finire un cinghiale con l’ausilio di un fucile e dei cani: a entrambi – un 43enne di Bagnolo in Piano e un 50enne di Ramiseto – è stato contestato il reato di caccia all’interno del Parco nazionale, al secondo anche quello di omessa custodia dell’arma dal momento che, nella foga di seguire il cinghiale col  collega, aveva imprudentemente lasciato il proprio fucile in bella vista sull’auto posteggiata a bordo strada. Ai tre cacciatori sono state ovviamente sequestrate anche le armi, tre fucili ed un pugnale, e la carcassa del cinghiale appena abbattuto.