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Le armi di 25 paesi del mondo in mano all’Isis

Il rapporto di Amesty international ci sono anche armi usate dai britannici nel 2003 durante l'invasione dell'Iraq

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REGGIO EMILIA – I terroristi dello stato islamico hanno a disposizione arsenali di armi di varia provenienza, prodotte in oltre 25 Paesi del mondo. Stando a un rapporto di Amnesty International, di cui riferisce l’edizione online dell’emittente serba B92, nelle mani dei combattenti dell’Isis vi sono fra l’altro armi esportate dieci anni fa da Serbia e Bosnia-Erzegovina in Gran Bretagna, e che successivamente sono giunte in Siria e Iraq.

Armi usate dai britannici nel 2003 durante l’invasione dell’Iraq probabilmente sono finite nelle mani di formazioni paramilitari jihadiste – sostiene il rapporto di AI, stilato sulla base di migliaia di foto e registrazioni. Tra le armi usate dai terroristi dell’Isis – si legge nel rapporto – figurano tra gli altri fucili americani M16, armi di precisione di fabbricazione austriaca e russa e armi automatiche cinesi e belghe. Anche fucili britannici del 1914, usati nella prima Guerra mondiale.

“Alcuni tipi di armi sono state importate da Serbia e Bosnia-Erzegovina nel Regno unito nel 2005 e 2006, e successivamente sono andate a finire in Iraq. Circa 20 mila armi di fabbricazione cinese sono state trasferite in Iraq dal Regno Unito all’inizio del 2007. Gran parte di tali armi sono poi scomparse”, afferma il rapporto di Amnesty International.

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