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La giunta cancella il cemento: spazio all’agricoltura

La svolta in due varianti urbanistiche. Coldiretti applaude: era ora

REGGIO EMILIA – Stop alle nuove costruzioni su suolo agricolo e sostegno al lavoro delle aziende della campagna. Sono gli obiettivi delle due varianti urbanistiche di Reggio Emilia, che il 21 dicembre saranno presentate dalla ginta in Consiglio comunale per l’adozione. I provvedimenti, presentati questa sera in commissione Territorio, dovrebbero essere approvati in via definitiva a meta’ del 2016.

In particolare la prima variante, relativa al Psc (Piano strutturale comunale) prevede di stralciare oltre 1,3 milioni di aree urbanizzabili in territorio agricolo, corrisponenti a circa 630 nuovi alloggi. Si tratta inoltre di una riduzione del 30% delle previsioni residenziali per nuove aree di trasformazione, in cui si interverra’ invece attraverso la riqualificazione del patrimonio esistente. La seconda variante, invece, riguarda il regolamento urbanistico edilizio (Rue) ed e’ frutto dell’intesa siglata a luglio scorso dal Comune con la Regione e le associazioni di categoria degli agricoltori, con lo scopo di sostenere le attivita’ di questo settore nelle zone periurbane.

La variante introduce un pacchetto di novita’ per le aziende. Innanzitutto le norme sul territorio agricolo, saranno valide non solo per gli agricoltori professionali ma anche per le cooperative sociali che annoverano tra le proprie attivita’ la coltivazione della terra. Nella nuova definizione di “unita’ fondiaria agricola” saranno inoltre compresi, in secondo luogo, anche i terreni in affitto. E ancora: in cambio di interventi di valorizzazione del paesaggio sara’ possibile vendere e operare piccole trasformazioni di prodotti (come le marmellate fatte in casa) senza necessita’ di alcun cambio d’uso urbanistico. Solo per gli imprenditori agricoli professionali, infine, arrivano due specifiche agevolazioni sugli usi residenziali dei fabbricati.

La prima novita’ riguarda il recupero degli edifici esistenti (sono 1500 gli immobili censiti in zone agricole), la seconda l”insediamento dei nuovi centri aziendali. Per questi ultimi ci saranno tempi piu’ brevi non dovendo piu’ essere programmati con varianti al piano operativo comunale (Poc) ma potendo essere decisi direttamente dalla giunta comunale in programmi di riconversione o ammodernamento aziendale (Praa).

“Queste delibere – spiega l”assessore all’Urbanistica Alex Pratissoli – esprimono una precisa idea di citta’ in grado di crescere rigenerando se stessa. Bisogna rivedere la visione urbanocentrica che la pianificazione ha avuto in questi anni consegnando all”agricoltura lo spazio che merita nei piani di utilizzo del territorio”. Un plauso arriva anche dalla Coldiretti, dall’ordine degli agronomi, e dal centro di ricerche sulle produzioni animali (Crp): “Finalmente delle politiche, da tanto attese, che rimettono al centro l’agricoltura e le sue esigenze”, affermano.