La Cobo vince il premio meccatronica a Reggio

Premiata ieri al Malaguzzi l'azienda bresciana: riconoscimento per una start up reggiana, la Bikee Bike

REGGIO EMILIA – La Cobo Spa di Leno (Brescia) è stata insignita ieri a Reggio Emilia del nono premio italiano meccatronica. L’azienda progetta e costruisce, fra le altre cose, volanti e cruscotti per trattori dotati di sensori che mandano le informazioni a una centralina, connettendo così il tradizionale operatore che usa il suo smartphone per inviare e ricevere dati mentre guida chiuso nella cabina.

L’azienda è stata premiata ieri al centro Loris Malaguzzi durante l’appuntamento annuale di Unindustria Reggio Emilia. La Cobo produce componenti e sistemi elettronici per macchine agricole, veicoli industriali, auto e moto, che ha chiuso il fatturato 2014 con 142 milioni di euro. Ha stabilimenti anche nel reggiano a Cadelbosco Sopra e a Montecchio.

Reggio Emilia è oggi uno dei territori nei quali è stato maggiormente sviluppato negli ultimi anni il nuovo orizzonte meccatronico. Il distretto reggiano della meccatronica è composto da almeno 300 imprese, operanti in 6 comparti, con un fatturato di 6 miliardi di euro e 28.000 occupati. Oltre alla Cobo, fra le finaliste c’erano anche la Fidia di Torino, oltre 40 milioni di ricavi e 176 dipendenti, specializzata in sistemi di fresatura, la Galdi di Treviso che produce macchine riempitrici per il settore alimentare (20 milioni di ricavi con 70 addetti), la InterPuls di Albinea, azienda gioiello comprata da un gruppo inglese e la Mbl Solutions, azienda che produce arti robotici per l’industria.

La platea al Malaguzzi

La platea al Malaguzzi

Premiata anche una start up, la Bikee Bike che ha ideato e realizzato un kit di conversione molto semplice basato su di un motore elettrico Mid Drive da installare al posto della guarnitura della vostra vecchia bicicletta. Ha ritirato il premio Matteo Spaggiari fondatore. Il progetto nasce da due fratelli di Reggio Emilia (la startup è stata incubata e accelerata da Industrio acceleratore di hardware startup di Rovereto), che fin da piccoli hanno la passione dei campi da cross. Crescendo le strade si sono divise: Luca, il fratello maggiore, è partito per l’estremo oriente, dove ha vissuto per sette anni dirigendo aziende del settore automotive, mentre Matteo, dopo la laurea in Ingegneria, si è ritrovato negli Stati Uniti a sviluppare motori per veicoli elettrici.