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John Lennon morì 35 anni fa: l’assassino ancora in carcere

L'otto dicembre sarà il 35esimo anniversario della morte di Lennon che fu ucciso da Mark David Chapman, a New York, di fronte al Dakota Building

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REGGIO EMILIA – L’otto dicembre sarà il 35esimo anniversario della morte di Lennon che fu ucciso da Mark David Chapman, a New York, di fronte al Dakota Building, due mesi dopo il suo quarantesimo compleanno e poche settimane dopo l’uscita di “Double Fantasy”, l’album del suo ritorno al lavoro, dopo il periodo dedicato a fare il papà per il suo secondo figlio Sean.

Quel giorno Mark David Chapman sparò quattro colpi alla schiena dell’ex Beatle e, mentre questi giaceva morente tra le braccia della moglie Yoko Ono, l’assassino invece di scappare si mise a leggere `Il giovane Holden´. Il custode del Dakota Building gridò a Chapman: “Lo sai che cosa hai fatto?”. L’uomo rispose con lucida freddezza: “Sì, ho appena sparato a John Lennon”.

Chapman fu accusato di omicidio di secondo grado (secondo la legge statunitense) e, dichiaratosi colpevole, fu condannato alla reclusione da un minimo di 20 anni al massimo dell’ergastolo (quindi meno della possibile pena massima applicabile, che consisteva in almeno 25 anni). Nel 2000, scontato il minimo della pena, si è visto rifiutare la richiesta di scarcerazione sulla parola.

Dopo 30 anni trascorsi nel carcere di Attica, nel 2012 Chapman è stato trasferito in quello di Wende, sempre nello Stato di New York. Il 23 agosto 2014, per l’ottava volta, la commissione giudicante dello stato di New York ha negato a Chapman la libertà condizionata.

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