I chiostri di San Pietro si rifanno il look: ecco il progetto

Dalla Regione arrivano tre milioni: diventerà un nuovo polo culturale cittadino

REGGIO EMILIA – Un nuovo polo culturale e sociale per la citta’ dedicato all’innovazione e alla creativita’. Questo diventera’ nei prossimi anni il complesso dell’ex monastero benedettino dei Santi Pietro e Prospero (denominato comunemente Chiostri di San Pietro) di Reggio Emilia, da tempo nella disponibilita’ del patrimonio comunale.

L’immobile e’ infatti al centro di un grande progetto di riqualificazione su cui convergono risorse per tre milioni, intercettate dalla Regione tra i fondi strutturali europei destinati ad interventi sulle “citta’ attrattive e partecipate”. In particolare l’intervento di recupero del complesso monumentale e degli edifici di servizio sara’ articolato per stralci successivi.

Il primo, co-finanziato per l’80% delle risorse dalla Regione e presentato questa mattina dal sindaco Luca Vecchi, prevede il completamento del restauro del complesso monumentale al piano rialzato e in parte del piano seminterrato, la ristrutturazione di parte degli attuali edifici di servizio, la realizzazione di un nuovo corpo di fabbrica al posto dei corpi di servizio di minore valore e la riqualificazione delle aree cortilive esterne. L’importo dei lavori per la valorizzazione del bene culturale ammonta a 2,2 milioni, co-finanziati per un massimo dell’80% dalla Regione mentre il rimanente 20% lo mette il Comune. Il complesso monumentale sara’ destinato a spazi per eventi culturali temporanei, mostre e spettacoli e a locali polifunzionali.

Al piano interrato, l’area interessata dall’intervento e’ destinata ad ospitare il blocco dei servizi igienici e degli spogliatoi. L’accesso avviene attraverso un nuovo ascensore e da un accesso a livello del cortile. Per quanto riguarda gli edifici di servizio, invece, il progetto riguarda anche la ristrutturazione dell”edificio di servizio a Est, la demolizione dei corpi di fabbrica e la costruzione di un nuovo edificio a Nord. Quest”ultimo ospitera’ un “laboratorio aperto” e una caffetteria.

Negli spazi degli edifici di servizio e del nuovo corpo di fabbrica troveranno inoltre posto uno spazio co-working, uno spazio per momenti di aggregazione/assembleari (con capienza minima di 50 persone), tre spazi da dedicare alla sperimentazione di tecnologie e software, tre spazi per riunioni e meeting (con capienza minima 10 persone) e alcuni uffici. Il cortile dei chiostri diventera” invece un nuovo giardino pubblico.

Con riferimento al laboratorio aperto, l’assessore all”Agenda digitale Valeria Montanari afferma: “Sara’ una ”infrastruttura delle persone” dove la citta’ collabora nel dare risposte e soluzioni a bisogni e problemi, con un percorso che premia e mette in valore la struttura sociale reggiana, secondo una strategia di governance condivisa e rigorosa anche sul piano scientifico”. Il “bene monumentale – aggiunge Montanari – vedra’ rafforzata la sua vocazione culturale: grazie al restauro sara’ fruibile per tutto l’anno, costruendo le condizioni perche’ questo spazio della citta’ diventi un vero e proprio luogo ”produttore” di cultura” (fonte Dire).