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Elezioni Bonifica, rischio paralisi: caos ai seggi e possibili esposti in procura

Per ora vince Franceschini, ma ogni lista potrebbe avere tredici consiglieri nel Cda. Si sarebbero registrate irregolarità ai seggi e potrebbero essere presentati degli esposti

REGGIO EMILIA – Per ora ha vinto Franceschini ma si potrebbe andare verso un pareggio nelle elezioni per il rinnovo del Cda del Consorzio di Bonifica Centrale dell’Emilia Romagna. Questa tornata elettorale si è chiusa con un’affluenza record e circa 12.793 votanti, ovvero cinque volte il numero delle precedenti elezioni a testimonianza di come l’elezione fosse sentita.

La posta in gioco era alta perché i nuovi amministratori dovranno gestire per i prossimi cinque anni 22 milioni di euro. All’inizio doveva esserci una lista unitaria ma poi Coldiretti aveva fatto saltare l’accordo e aveva fatto nascere una sua lista, Terra e suolo, appunto, con candidato Ugo Franceschini, espressione di Coldiretti e Lapalm Confartigianato che così si era contrapposto alla Lista terrAcqua di Roberta Rivi.

La Lista terrAcqua era invece espressione di Agrinsieme (Cia, Confagricoltura, Copagri, Fedagri/Confcooperative e Legacoop Agrolimentare), l’Associazione piccoli proprietari immobiliari, Cna, Confcommercio, Confesercenti, Unindustria, Confcooperative e Legacoop.

A schede scrutinate le due liste ottengono dieci consiglieri l’una. La lista Terra e Suolo di Franceschini ottiene, grazie a 195 voti in più il premio maggioranza di tre consiglieri. A questo punto, dunque, il vincitore sarebbe Franceschini. Ma non è finita qui perché questi consiglieri in più potrebbero venire pareggiati dal fatto che i sindaci hanno diritto di scegliere tre consiglieri e, dato che i primi cittadini sono più vicini a Roberta Rivi, probabilmente indicheranno tre uomini vicini all’ex assessore provinciale. A questo punto, dunque, siamo tredici a tredici.

Potrebbero essere presentati anche degli esposti in procura dato che lo svolgimento delle elezioni (che trattandosi di un ente pubblico è regolato da norme simili a quelle delle elezioni politiche e amministrative, ndr) avrebbe presentato delle irregolarità nei seggi. Gli esposti riguarderebbero un troppo disinvolto utilizzo delle deleghe e iniziative di pubblicizzazione delle liste in prossimità dei seggi che non sono permesse dalla legge.