Botti di Capodanno, minacciato l’assessore Maramotti

Nel suo ufficio è arrivata una lettera anonima, ieri mattina, in cui c'era scritto: "Spero che i botti si ritorcano sulla tua famiglia. Sia fatta giustizia"

REGGIO EMILIA – “Spero che i botti si ritorcano sulla tua famiglia. Sia fatta giustizia”. Il Resto del Carlino oggi riporta che una lettera anonima, con minacce, è stata recapitata ieri mattina nell’ufficio dell’assessore comunale Natalia Maramotti. Il riferimento è al rifiuto del Comune di Reggio Emilia di abolire i botti Capodanno a differenza di quello che hanno fatto molti altri enti pubblici della nostra provincia.

Il Comune ha sempre detto che non avrebbe emanato un’ordinanza restrittiva perché sarebbe stato “impossibile controllare tutti” e perché “sarebbe solo un’operazione demagogica”. La nota che confermava la scelta, poco prima di Natale, era stata firmata proprio da Natalia Maramotti. La busta arrivata nell’ufficio dell’assessore era scritta a computer, con un francobollo che porta il timbro di Bologna. Nessuna firma, nessuna rivendicazione. Tutto anonimo.

Ovviamente di quello che è successo sono state informate le forze di polizia e, dopo la denuncia, le indagini dovrebbero passare nelle mani degli uomini della Digos.

La solidarietà di Costa
A stretto giro di posta arriva la solidarietà di Andrea Costa, segretario provinciale del Pd, che scrive: “Esprimiamo solidarietà all’assessore Maramotti per le minacce subite da parte di anonimi. La violenza non appartiene ai nostri codici. Mai: né verso gli animali e tantomeno verso le persone. Una cosa è manifestare, anche fermamente, il proprio punto di vista, altro è aggredire verbalmente e minacciare chi la pensa in modo diverso. A maggior ragione se questo pensiero è espresso da una donna che esercita una funzione pubblica”.

La solidarietà dell’Arci
Anche l’Arci esprime la sua solidarietà: “Esprimiamo solidarietà all’assessore Maramotti per le minacce subite tramite una lettera anonima. E’ inaccettabile che le opinioni sfocino in qualsiasi forma di violenza e che le minacce giungano a toccare la sfera privata e familiare. Ci auguriamo che questo gesto sconsiderato non trovi ulteriore prosecuzione”.