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Acqua, i referendari bocciano la newco: “Scatola vuota”

L'accusa: "Non stiamo parlando di una privatizzazione a meta', ma di uno scivolo per arrivare ad una completa privatizzazione". Lunedì pressing su Consiglio: in aula ci sarà anche Petrella

REGGIO EMILIA – Il piano “Vecchi-Caia” sull’acqua pubblica? Il “vero pacco di natale”. La stroncatura alla proposta del sindaco di Reggio Luca Vecchi e del giurista Giuseppe Caia per la ripubblicizzazione del servizio idrico arriva dal comitato “Acqua bene comune”, che lunedi’ torna in Consiglio comunale con una mozione popolare e la richiesta di un ritorno alla gestione “in house”.

E la mozione, che registra ad oggi circa 4.000 adesioni, avra’ in sala del Tricolore un relatore d’eccezione: l’economista Riccardo Petrella, presidente dell’Istituto europeo di ricerca sulle politiche dell’acqua. Della proposta avanzata dal Comune di Reggio – una newco mista con controllo pubblico e partner privato deputato alla gestione operative – il comitato invece non vuole nemmeno sentir parlare.

“La distanza con la societa’ pubblica che noi chiediamo e’ abissale”, spiega Carla Ruffini. “Assistiamo a un tentativo dell’amministrazione di salvare la faccia e darsi un’immagine decorosa anche in considerazione di quanto scritto nel programma elettorale”. Ma qui “siamo al ”fumetto” della ripubblicizzazione”. Al momento, aggiunge Emiliano Codeluppi, “la proposta del Comune di Reggio (a cui anche gli altri sindaci del territorio si stanno allineando, ndr) e’ solo un’architettura giuridica priva di riscontri numerici. Una scatola vuota fumosa e ambigua che mostra tutta la sua inconsistenza sia dal punto di vista industriale che giuridico”.

Un aspetto, quest’ultimo, su cui il comitato si riserva una verifica da parte di “suoi” giuristi. Ma le riserve espresse investono un po’ tutto il piano: “Ci chiediamo – prosegue Codeluppi – quali saranno i profitti del partner privato o come saranno inquadrati i lavoratori. Su questo i sindaci si apprestano a votare con gli occhi bendati”.

Un altro interrogativo lo pone il consigliere comunale del M5s Gianni Bertucci che punta il dito su Agac infrastrutture, la societa’ proprietaria delle reti idriche, municipalizzata al 100%, che dovrebbe fare da incubatrice al nuovo soggetto pubblico-privato. “Non mi sembra che sia piu’ dei cittadini – dice – ha virato verso l’alta finanza come dimostra il contratto per installare pannelli fotovoltaici sugli edifici pubblici”. E ancora, rimarca il comitato: “Quello che viene presentato come un compromesso innovativo non ha nulla di nuovo, se non il fatto di riuscire a tenere in pancia il gestore uscente”.

Nella scelta del partner privato, infatti, Iren “avra’ un vantaggio incalcolabile”. Dunque, “come dimostra un’ampia letteratura europea in materia non stiamo parlando di una privatizzazione a meta’, ma di uno scivolo per arrivare ad una completa privatizzazione”. Insomma, chiude il comitato, “l’unica opzione di gestione ad oggi documentata come sostenibile e’ quella della societa’ pubblica dello studio Agenia, e lunedi’ saremo fermi nel ribadirlo forti del consenso popolare”.

Con ogni probabilita’ la mozione dei referendari si avvia pero’ alla bocciatura in sala del Tricolore. Per il documento si sono schierati Movimento 5 stelle, lista Magenta e Sel che, pur essendo in maggioranza, dovrebbe optare per un voto di astensione della proposta della giunta. In vista del Consiglio e’ fissata questo pomeriggio una riunione del forum provinciale dell’acqua, in cui la giunta provera’ a dissipare i dubbi. Domani, ultimo giorno di raccolta firme per la mozione popolare, e’ invece previsto un flash mob di fronte al municipio con “chiromanti” che leggeranno “il futuro della citta’ e le bollette dell’acqua”. I referendari saranno infine presenti lunedi’ in sala del Tricolore (Fonte Dire).