Quantcast

Le rubriche di Reggiosera.it - Editoriali

Un attacco all’Europa, l’Isis deve essere distrutto

Ora in prima linea ci siamo noi: servono leggi speciali come ai tempi del terrorismo e un esercito internazionale che intervenga in Siria

REGGIO EMILIA – Quello che è successo ieri sera a Parigi non è un attacco alla Francia, ma un attacco all’Europa e all’Occidente, al nostro sistema di valori e alle nostre democrazie. E’ successo per due volte in Francia, perché quel Paese è in prima linea in Medio Oriente a combattere gli estremisti islamici: nel Mali, in Siria e in Iraq con i raid aerei contro l’Isis. Poi ha un altro problema, ovvero ha la comunità islamica più grande d’Europa con sei milioni di persone.

Controllare sei milioni di persone è veramente un’impresa sovrumana, ma andrà fatto. Per evitare che accadano di nuovo cose del genere, in futuro, non serve chiudere le frontiere o cacciare i musulmani, come chiede qualche politico, ma servono però leggi speciali come furono varate ai tempi del terrorismo in Italia. Le forze dell’ordine e l’intelligence devono essere potenziate e devono essere dotate di strumenti, prima di tutto legislativi, potenti per distruggere il terrorismo.

Questo avrà un costo, non illudiamoci, in termini di libertà individuali ma non è pensabile fare altrimenti in questo momento storico come non lo fu negli anni Settanta nel nostro paese. L’altro problema è rappresentato dallo Stato dell’Isis (perché questo oramai è, uno Stato, ndr) che si estende fra Siria e Iraq. Abbiamo lasciato che si formasse dal caos iracheno e siriano e siamo rimasti a guardare. Ora dobbiamo distruggerlo. Siamo andati in Iraq per distruggere inesistenti armi di distruzione di massa (che le mire erano altre, ndr) e in Afghanistan per distruggere Al Qaeda (che poi c’è ancora, ndr) più che altro animati dal desiderio di vendetta dell’11 settembre. Guerre costose e inutili che hanno solo distrutto paesi e ucciso civili.

Ora esitiamo di fronte a uno stato islamico che vuole riproporre il Califfato che esisteva più di mille anni fa in quelle zone. Mandiamo qualche drone, bombardiamo indiscriminatamente senza grande coordinamento militare, facciamo fare il lavoro sporco a pochi e male armati curdi e iracheni. Da lì arrivano i terroristi che semineranno il panico nelle nostre città e da lì sta arrivando la più grande minaccia per le nostre democrazie. Altro che Saddam Hussein e i talebani. Serve una coalizione internazionale che, sul terreno, perché solo sul terreno si vince una guerra e si distrugge un esercito, sconfigga Al Baghdadi e i suoi accoliti. E l’Europa deve essere in prima linea a farlo perché, purtroppo, oggi in prima linea nella guerra al terrore ci siamo noi.