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Putin a Hollande: “Pronti a collaborare con la Francia”

Il premier italiano conferma gli impegni: 'Libia prossima emergenza. Contro il terrore anche risposta culturale'. Cameron vuole raid in Siria. Berlino invierà i Tornado

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PARIGI – Il presidente francese Francois Hollande ha incontrato oggi all’Eliseo il presidente del Consiglio, Matteo Renzi che ha spiegato: “E’ stato compiuto un attentato non solo contro la Francia e contro l’Europa ma contro l’umanità”. Ha poi sottolineato che “c’è la necessità di una coalizione sempre più ampia che porti alla distruzione” dell’Isis “e del disegno atroce che esso rappresenta”.

Il premier italiano ha anche precisato che contro il terrorismo serve “una risposta culturale”, non solo militare. “I nostri valori sono molto più importanti della loro barbarie”, ha detto Renzi. Poi parlando degli attentati di Parigi ha aggiunto: “Abbiamo sentito il dolore di questa nazione come il nostro dolore”.

Renzi si è raccomandato di non trascurare la crisi libica: “E’ fondamentale dare priorità assoluta al dossier Libia che rischia di essere la maggiore emergenza”. Ha poi confermato gli impegni dell’Italia a livello europeo: “Siamo impegnati a livello militare, in molti casi con la Francia, e penso al Libano ma non solo: anche all’Iraq, Siria, Afghanistan, Kosovo e Africa, dove molto forte è l’impegno francese”.

Hollande dopo l’incontro con Renzi è volato a Mosca dove è stato ricevuto da Vladimir Putin, l’appuntamento più delicato vista anche l’escalation di tensione con la Turchia dopo l’abbattimento del caccia. Il presidente russo ha risposto che è pronto a cooperare con la Francia dopo che Hollande ha detto: “Sono a Mosca con lei per vedere come possiamo agire insieme e coordinarci in modo da poter attaccare questo gruppo terroristico, ma anche per raggiungere una soluzione politica per la pace”.

Intanto si apprende che la Germania manderà i suoi Tornado nella guerra contro l’Isis “come conseguenza degli attentati di Parigi”. Lo hanno deciso Angela Merkel e i ministri. E Cameron ha chiesto ai deputati di votare l’ok ai raid anti-Isis in Siria. Per il premier britannico si tratta di “interesse nazionale”, oltre che schierarsi “con la Francia” dopo i fatti di Parigi. Cameron nega che i raid possano fare della Gran Bretagna “un bersaglio più grande” ed ha riconosciuto che la “la chiave in Siria è una soluzione politica”, insistendo che dal punto di vista di Londra questa soluzione deve prevedere che il presidente Bashar al-Assad “se ne vada”. Ma ha anche ripetuto che “non si può attendere che questo accada prima di assumere un’azione militare” su quella che ha chiamato “la roccaforte”. Cameron ha comunque escluso un qualsiasi coinvolgimento di forze di terra britanniche.

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