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Legge stabilità, la Cna: “Servono azioni più incisive per Pmi”

Il presidente Dallari: "Accolte alcune richieste dell’Associazione. Continua la battaglia per l’esenzione totale di Imu e Tasi da imprese e capannoni"

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REGGIO EMILIA – “Valutiamo positivamente che il governo abbia imboccato la strada della riduzione delle tasse ed abbia accolto molte delle richieste presentate da Cna a livello nazionale. Mancano, tuttavia, alcune importanti misure che ci auguriamo possano essere inserite nel corso dell’iter parlamentare e soprattutto non ci sono ancora dettagli sulle coperture e su dove si intenda reperirle”.

Dopo un’attenta analisi della legge di stabilità 2016, il presidente provinciale Cna Nunzio Dallari valuta la nuova finanziaria con cautela. “Nel dettaglio, apprezziamo, innanzitutto, l’aver scongiurato l’aumento dell’Iva che sarebbe stato un vero e proprio “autogol” per la dinamica dei consumi, l’aumento della franchigia Irap, la revisione del regime forfettario dei “contribuenti minimi”, la conferma degli sgravi contributivi sulle assunzioni a tempo indeterminato, la possibilità di recuperare immediatamente l’lva sui crediti insoluti, compresa la proroga per le agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie (compreso bonus mobili), ed ecobonus”.

Mancano, però, all’appello alcune importanti misure. “E’ incomprensibile – continua il presidente Dallari – che ci sia ancora l’Imu sugli immobili delle imprese, sui capannoni, laboratori, negozi. O, addirittura, che venga reintrodotta la Tasi sugli immobili invenduti, mettendo ulteriormente in difficoltà il settore edile. Anche la soppressione di reverse charge e split payment dovrebbe essere una priorità, considerati gli effetti pesantissimi sulla liquidità delle imprese”.

Giudizio negativo anche sul taglio delle risorse a Caf e patronati, invece di valorizzare il loro ruolo di sostegno, e in molti casi di supplenza, del settore pubblico.

“Auspichiamo che per avere le risorse necessarie per proseguire e consolidare la via della riduzione della pressione fiscale su imprese e famiglie – conclude il presidente Cna – ci sia un’azione più decisa e profonda di riduzione della spesa pubblica improduttiva rispetto alla quale il governo si è dimostrato ancora timido”.

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