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Il doppio ruolo di Pagliani: imputato e consigliere

Il capogruppo di Fi, imputato nel processo Aemilia, siede nei consigli, comunale e provinciale, di due enti che si sono costituiti parte civile nello stesso procedimento

REGGIO EMILIA – Il consigliere comunale e provinciale del Pd, Pierluigi Saccardi, ha abbandonato l’aula di Palazzo Allende e minaccia di fare altrettanto in consiglio comunale se il capogruppo di Fi, Giuseppe Pagliani, imputato per concorso esterno in associazione mafiosa nel processo Aemilia, continuerà a partecipare alle sedute dei due organi essendo anch’egli consigliere provinciale e comunale di Forza Italia.

Il tema posto da Saccardi non è da poco. Provincia e Comune sono parti civili nel più grande processo contro la ‘ndrangheta che si sia mai celebrato in Emilia-Romagna che vede imputate 236 persone fra cui il boss Nicolino Grande Aracri. Pagliani protesta, sostiene di essere innocente e vittima di un errore giudiziario e cita l’ordinanza del Riesame che lo ha scarcerato mettendo in discussione, a suo dire, l’impianto accusatorio nei suoi confronti.

Il problema, tuttavia, è che se Pagliani venisse rinviato a giudizio al termine dell’udienza preliminare di Bologna e durante il processo, che fra l’altro potrebbe celebrarsi proprio a Reggio, venisse condannato, avremmo la singolare situazione di un consigliere sotto processo e che siede in un organo che si è costituito parte civile nello stesso procedimento penale.

Vero che, in base alla legge italiana, siamo tutti innocenti fino a che una sentenza non è passata in giudicato, tuttavia crediamo che criteri di opportunità politica dovrebbero guidare l’azione di chi rappresenta i cittadini e consigliare di fare un passo indietro in certe situazioni. Altrove c’è chi lo ha fatto.