Ex Reggiane, cultura e sport per far rinascere il quartiere

30 novembre 2015 | 14:59
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Presentata oggi la ristrutturazione del capannone 15 che ospiterà eventi musicali e sportivi. Un investimento da 40 milioni di euro che coinvolge anche l’ex Cepam e l’ex Mangimificio Caffarri

REGGIO EMILIA – Una nuova vita per il quartiere “Santa Croce” di Reggio Emilia e le sue aree industriali oggi abbandonate. Nel quadrante che collega il centro della citta’ alle ex Reggiane, in cui gia’ convivono il Tecnopolo e il centro internazionale per l’infanzia Malaguzzi, parte una maxi-operazione di riqualificazione urbanistica del Comune per contrastare il degrado e l’insicurezza da tempo segnalate in alcune strade.

In particolare oggi è stato mostrato il recupero del capannone, un ulteriore passo avanti dopo i progetti presentati nei mesi scorsi dei capannoni diciotto e diciassette. Qui, dopo una serie di interventi che dovrebbero essere terminati nella primavera del 2016, potranno essere ospitate attività culturali e musicali e attivita sportive. Il finanziamento arriverà da Stu (Società di trasformazione urbana) composta da Iren e Comune, entrambi al 50%.

Ha ricordato il sindaco: “Quello sulle ex Reggiane, nel complesso, sarà un lavoro che ci accompagnerà nei prossimi anni con 15mila metri quadri di superficie dove troveranno sede diverse aziende (capannoni 17 e 18). Poi apriremo il braccio storico di viale Ramazzini e ristruttureremo Piazzale Europa. In tutto sono 40 milioni di euro di investimenti: una parte pubblica, una parte di Comune e Regione. Poi c’è lo Stato e Iren che è motrice di questo progetto di investimento”.

La formula scelta e’ quella del riuso dei luoghi, con l’amministrazione che ha mediato tra i proprietari degli immobili e le associazioni cittadine che li prenderanno in gestione, insediandovi temporaneamente attivita” culturali e sociali. Il tutto si e’ concretizzato in un bando comunale, che si e’ chiuso ad ottobre, che ha reso disponibili 13 immobili sedi di ex fabbriche e ha portato ad oltre 50 manifestazioni di interesse da parte delle realta’ associative.

Nei prossimi anni quindi, previo accordo con i proprietari, capannoni, laboratori industriali e persino depositi di treni tuttora dismessi, potranno rinascere come sede di mostre temporanee, eventi culturali, spettacoli teatrali e attivita” sportive. Una trasformazione radicale dunque, prevista a costo zero per le casse comunali, che si affianca al progetto del “Parco dell’Innovazione” che coinvolge i capannoni 17 e 18 delle Reggiane (adiacenti al 19 che ospita il Tecnopolo) e su cui si concentrano circa 40 milioni di investimenti pubblici (da Stato, Regione e Comune) e privati (da Iren rinnovabili) che coinvolgono anche il recupero dell’ex Cepam e dell’ex Mangimifcio Caffarri.

Si tratta di un’operazione che ci accompagnera’ per i prossimi anni e fara’ diventare un piccolo cluster culturale di livello europeo”, commenta il sindaco Luca Vecchi. “Si tratta – aggiunge – di un salto di qualita’ per questa parte della citta’ con cui non prende forma solo un’operazione ma una vera e propria idea di citta’”. Cioe’ “un modo di intervenire per produrre competitivita’ e sviluppo economico all’insegna delle infrastrutture, dell’innovazione e della conoscenza, ma anche mettendo al centro il protagonismo di cittadini e associazioni”, conclude il sindaco.