Acqua pubblica, ecco il piano Caia: società mista entro il 2017

Il sindaco Vecchi ha illustrato ieri in commissione il progetto: la proposta e' quella di una "societa' mista a controllo pubblico con un partner operativo di minoranza", che si sviluppera' in due fasi

REGGIO EMILIA – Nascera’ al massimo entro il primo semestre del 2017 e, nel panorama delle societa’ miste pubblico-privato, sara’ un unicum a livello nazionale. E’ la fotografia che il sindaco di Reggio Luca Vecchi ha scattato ieri in commissione Ambiente del nuovo soggetto individuato dall’amministrazione per la gestione del servizio idrico integrato del territorio.

Il progetto della nuova societa’, messo a punto insieme al giurista Giuseppe Caia, rappresenta per il primo cittadino “una proposta tendenzialmente risolutiva in grado di contemperare tra diverse istanze con un suo equilibrio finale”. Una terza via cioe’ tra le richieste degli agguerriti comitati per l’acqua pubblica cittadini che insistono per l’affidamento ad una societa’ 100% pubblica, e la messa a gara del servizio. La proposta e’ dunque quella di una “societa’ mista a controllo pubblico con un partner operativo di minoranza”, che si sviluppera’ in due fasi.

La prima e’ quella della costituzione di una societa’ tutta pubblica formata dai Comuni reggiani o incubata da Agac infrastrutture (societa’ a sua volta priva di partner privati). Successivamente la newco mettera’ a gara un pacchetto di azioni tra il 25 e il 49%, favorendo l’ingresso di un partner privato (la legge lo definisce gestore integrale) a cui sara’ affidata la gestione. Nella gara non sara’ pero’ compresa la concessione che restera’ in capo alla societa’ mista e dunque saldamente in mano al pubblico. Infine il gestore stipulera’ con Atersir un contratto di servizio per definire le modalita’ operative di gestione.

I vantaggi per il sindaco sono evidenti: “In questo modo, in maniera coerente con le norme, alziamo il tasso di pubblicizzazione complessiva del servizio, ed evitiamo di inserirci in situazioni normative ancora poco chiare, oltre ad aumentare il controllo, svincolare i Comuni dal rischio generale di impresa e ottenere una societa’ piu’ vicina al territorio”.

Gli ultimi elementi citati dal primo cittadino rientrano in un altro punto nodale del progetto: i criteri del bando per la selezione del partner privato. Qui, prosegue Vecchi, “potremo chiedere al gestore di presentarsi con una societa’ territoriale in cui la struttura stessa, la fatturazione, gli investimenti e l’indebitamento, siano tutti legati alla nostra provincia, mantendo pero’, come avviene oggi la proprieta’ pubblica delle reti”.

La soluzione sbloccherebbe infine anche il nodo delle risorse che, in caso di societa’ pubblica, sarebbero ricadute sui bilanci dei Comuni paralizzandoli. Nello scenario presentato i rischi di impresa e i mutui per gli investimenti saranno infatti in capo al gestore, che li recuperera’ con la fatturazione. “La proposta che qui presentiamo – sottolinea infine il sindaco – e’ coerente anche con gli indirizzi che l’amministrazione si e’ data nel suo programma elettorale”.

Il progetto di affidamento, dopo il via libera dell’assemblea dei sindaci che appare ormai scontato, dovra’ essere comunicato alla Regione entro il 31 dicembre. Nel frattempo si svolgera’ anche una nuova seduta di Consiglio comunale in cui, da un lato, si discutera’ la mozione di iniziativa popolare presentata dai comitati e supportata da migliaia di firme. Dall’altro il sindaco chiedera’ al consesso della sala del Tricolore, un “esplicito mandato” a portare la proposta in assemblea dei sindaci (fonte Dire).